L’Infinito


1 Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
2 E questa siepe, che da tanta parte
3 Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
4 Ma sedendo e mirando, interminati
5 Spazi di là da quella, e sovrumani
6 Silenzi, e profondissima quiete
7 Io nel pensier mi fingo; ove per poco
8 Il cor non si spaura. E come il vento
9 Odo stormir tra queste piante, io quello
10 Infinito silenzio a questa voce
11 Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
12 E le morte stagioni, e la presente
13 E viva, e il suon di lei. Così tra questa
14 Immensità s'annega il pensier mio:
15 E il naufragar m'è dolce in questo mare.

Parafrasi de L'Infinito


1 Sempre caro mi è stato questo solitario colle
2 che impedisce allo sguardo di vedere
3 gran parte del tramonto oltre la siepe
4 ma sedendomi e guardando (gerundio per dare l’idea di un lungo tempo che passa)
5 immagino spazi infiniti al di là della siepe
6 e silenzi talmente profondi che sono sovrumani (straordinari) e una quiete profondissima
7 io nel pensiero immagino, dove il cuore, stupito da quei silenzi e quella quiete per poco non si spaventa
8 E= il centro della poesia quando sento il vento frusciare tra le foglie degli alberi
9 Queste= è tornato alla realtà
10 Quello= è entrato definitivamente nell’infinito. Silenzio infinito alla voce del vento QUESTA= è entrato nell’infinito che considera come la sua realtà.
11 sto paragonando, e mi viene in mente l’eternità (morte)
12 e le stagioni passate e quella presente e il suo suono
13 così tra questa immensità il mio pensiero si perde
14 e provo dolcezza nel perdermi in questo mare di eternità
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