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Ruyard Kipling nacque a Bombay nel 1865, in India , dove suo padre era insegnante . Mandato in Inghilterra all'età di sei anni per studiare, tornò in India nel 1882 e iniziò a lavorare per un piccolo giornale locale, tentando anche le prime pubblicazioni come poeta. E' a questo periodo che risale la prima trattazione di temi e interessi che sarebbero diventati caratteristici dello scrittore, come il rapporto tra i colonizzatori bianchi e la popolazione indigena, la funzione civilizzatrice degli inglesi, la memoria della millenaria civiltà indiana. Stabilitosi negli Stati Uniti dopo il matrimonio , diede alle stampe Il libro della giungla (1894) e Il secondo libro della giungla (1895), subito considerati capolavori della letteratura infantile. Tornato in Inghilterra , nel 1897 pubblicò Capitani coraggiosi , seguito nel 1901 da Kim. Il XX secolo vide lo scrittore all'apice della sua popolarità , consacrata dal premio Nobel nel 1907. Morì a Londra nel 1936. Kipling è noto soprattutto per i suoi romanzi e racconti, molti indirizzati a lettori adolescenti. In essi trovano eco le sue esperienze personali e la conoscenza dei luoghi e delle diverse culture che ebbe modo di incontrare razie a viaggi e soggiorni in Paesi di tutti i continenti . Attento osservatore di costumi e abitudini dei popoli, Kipling non si limita alla semplice funzione di narratore , ma riflette sugli eventi e le circostanze , in

particolare sull'incontro -scontro di culture diverse fra loro . La sua produzione poetica è raccolta in alcuni testi, fra i quali il più importante è Poesie. I suoi versi si caratterizzano per la sincerità e l'essenzialità di
contenuti e immagini, espressi in forma semplice e accattivante.

Se da Poesie (1910) Kipling

Il poeta indirizza al figlio una lettera densa di insegnamenti di vita. Il dominio di sè, la fiducia nelle proprie capacità e facoltà, la forza di carattere, la rettitudine sono alcune delle qualità che , con altre, il padre
segnala al ragazzo per avviarlo lungo la strada che lo condurrà a essere veramente un uomo.


Se riesci a conservare il controllo quando
tutti intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

La lirica , scandita da numerosi se (che sono posti in posizione anaforica), può essere divisa in tre parti , accomunate dal tono sollecitato e affettuoso che pervade tutto il testo e ne alleggerisce la funzione pedagogica.
Nella prima il padre esorta il ragazzo a dominare impulsi e reazioni in circostanze spesso difficili da accettare soprattutto da parte di un adolescente . Spicca , fra gli altri, l'invito a non ricambiare l'odio con altrettanto odio, che non è solo un importante appello, ma un vero insegnamento di altissimo valore morale.
Nella seconda parte , in cui viene ulteriormente ribadita la sollecitazione al dominio di sè, traspare l'esortazione paterna a mantenere l'equilibrio nelle scelte o in situazioni particolarmente problematiche. E dunque, sognare senza

abbandonarsi al sogno , pensare senza circoscriversi la vita al solo pensiero, sono i suggerimenti paterni che si sommano ad altri altrettanto forti come il saper perdonare , per seguire tenacemente lo scopo , fare affidamento a volte
solo sulla propria volontà. Nell'ultima parte gli insegnamenti del padre , ancora connotati dall'invito sotteso all'equilibrio , si concludono con l'esortazione a vivere, valorizzando ogni istante dell'esistenza. Solo così il figlio, ormai uomo, potrà possedere la Terra e sarà in grado di vivere con consapevolezza e armonia all'interno
della società umana di cui fa parte.

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