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Langston Hughes nato a Joplin nello Stato del Missouri nel 1902; ha redatto il manifesto dell'"Harlem renaissance", il movimento letterario che tra il 1920 e il 1930 si fece portavoce del nuovo atteggiamento nei confronti del problema
razziale negli Stati Uniti e che ebbe il suo centro a Harlem, dove viveva la più grande comunità nera del mondo.
Hughes fu estremamente sensibile nell'interpretare , in gran parte della sua produzione poetica, la vita e la cultura dei Neri. Tra le raccolte poetiche ricordiamo: Blues stanchi (1926), La madre negra (1931), Montaggio di un sogno differente (1961), La pantera e la frusta (1967). Tra le opere in prosa , i racconti brevi Simple dice la sua (1950) e Il meglio di Simple (1961). Nei suoi numerosi scritti e nella sua vasta produzione poetica egli interpretò con spiccata sensibilità e toccante realismo i problemi di vita dei eri d'America , il dramma della discriminazione razziale, la difficoltà d'integrazione della loro cultura e nella sua produzione poetica è racchiusa tutta la fatica di vivere della gente nera d'America. I suoi versi sono modellati sui ritmi del jazz e del blues. Morì a New York nel 1967.

La madre al figlio (da Anch'io sono America)

Una madre rivolge al figlio questo testo per incoraggiarlo a non demordere di fronte alle difficoltà della quotidiana fatica dell'esistenza. L'incoraggiamento rivolto dalla madre al figlio fa da spunto alla riflessione che la donna svolge sulla sua vita, sulle difficoltà e gli ostacoli che ha dovuto superare il suo cammino. Le immagini metaforiche a cui il poeta ricorre, specchio della difficile condizione dei diseredati e di coloro che sono costretti a lottare duramente
per i propri diritti suggeriscono l'idea di un edificio in costruzione , o forse semiabbandonato , in cui il cammino è reso faticoso dal buio, dalle tavole sconnesse, dai tratti senza tappeto. L'associazione fra il concetto di
vita e quello della casa sottolinea inoltre il forte bisogno di stabilità , il desiderio di acquisire i diritti primari dell'uomo. Spicca nella lirica il forte contrasto fra la scala di cristallo e i chiodi, le schegge, le tavole sconnesse, ch eha il sapore di una denuncia, senza averne , tuttavia, l'asprezza: la vita , per la donna di colore, è resa difficile dai problemi della discriminazione razziale. Il tono affettuoso del monologo, testimoniato dalle parole figliolo e
soprattutto tesoro, fa da supporto al contenuto toccante del discorso della madre, tanto più commovente n quel Non cadere, adesso, che riassume con limpida concisione il senso di tutto il componimento.

Figliolo , ti dirò una cosa:
la mia vita non è stata una scala di cristallo.
C'erano chiodi,
e schegge,
e tavole sconnesse,
e tratti senza tappeto:
nudi.
Ma continuavo
sempre a salire,
raggiungevo un pianerottolo,
svoltavo un angolo,
e certe volte entravo nel buio
dove non c'era luce.
Perciò, figliolo, non tornare indietro.
Non sederti sui gradini
perché ti è faticoso andare.
Non cadere adesso:
perché continuo ancora, tesoro,
ancora mi arrampico
e la mia vita non è stata una scala di cristallo.

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