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Guerra: Origini
La guerra viene fatta generalmente per motivi ideologici( difesa della libertà, della civiltà...) ma spesso nascondono motivi economici/politici. Le due guerre mondiali hanno creato un momento di svolta nel modo di fare la guerra per diversi motivi:
le stragi di massa di civili
la grandezza del conflitto(sia in senso territoriale sia per il numero di paesi coinvolti)
le nuove armi.
Il mondo di è poi diviso in due blocchi contrapposti: da una parte i paesi “protetti” dagli USA,dall'altra quelli”protetti” dalla Russia. Questa guerra era più politica che combattuta e infatti venne chiamata GUERRA FREDDA. Si scelse questa strada perché tutti i paesi del mondo erano consapevoli che lo scoppio di un nuovo conflitto mondiale avrebbe potuto portare alla distruzione del mondo dato lo stato di avanzamento degli armamenti (armi nucleari, chimiche, batteriologiche...dette anche “armi di distruzione di massa”).
Tante sono le guerre dimenticate e i conflitti nei quali le grandi potenze non intendono intervenire, perché spesso questi scontri sono considerati conflitti interni ai singoli stati, per cui il problemi di politica interna.
Un organismo garante della pace è l'ONU che spesso ha però un potere limitato e non ha un esercito suo( tanto che spesso si avvale del supporto di un'alleanza militare come la NATO). L'unico documento che si cerca di far rispettare è la Convenzione di Ginevra che è stato redatto per garantire il rispetto dei diritti umani durante le guerre ( rispetto dei prigionieri, dei profughi...). Chi viola questo accordo incorre nell'accusa di crimini contro l'umanità.

Esiste una guerra giusta?
Secondo alcuni sì, quando la guerra è vista come uno strumento che permette di evitare un male maggiore (un esempio è l'attacco alla Germania nazista da parte di USA e Inghilterra).
Per i pacifisti invece la guerra è un MALE ASSOLUTO, per cui da evitare sempre perché tutte le controversie si possono sanare con la diplomazia.
Secondo loro, ad esempio, se si interviene prima contro un dittatore si evita poi di ricorrere alla guerra.

Grandi conflitti internazionali

1991:Guerra del Golfo ( Usa contro Iraq, che aveva invasi il Kwait)
1999:Guerra in Kosovo
2001:Guerra in Afghanistan
2003:Guerra in Iraq(Usa contro Iraq per abbattere il regime di Saddam Hussein)

Guerre civili: sono scontri tra appartenenti ad una stessa nazione, spesso in lotta per motivi etnici o religiosi.

Paesi in guerra
israeliani contro palestinesi
Cecenia: vuole l'indipendenza dalla Russia e i ceceni per “farsi sentire” organizzano attentati terroristici contro i russi. Due sono gli episodi più tristemente noti: quello nel teatro di Dubrovka e nella scuola di Beslan.

Ex- Jugoslavia: gli stati che formano la federazione jugoslava volevano l'indipendenza e hanno scatenato una serie di conflitti durati circa 10 anni in cui sono mescolati motivi razziali, religiosi, politici...
Africa:qui si assiste costantemente all'esplosione di conflitti etnici e i più sanguinosi sono stati quelli in Ruanda (lotta tra le etnie Hutu e Tutsi), in Congo e in Sudan. Ma ce ne sono sempre di nuovi (Costa d'Avorio, Sierra Leone; Mozambico...
Colombia:stato in guerra perenne con scontri tra rivoluzionari, militari e criminalità organizzata(trafficanti di droga che cercano di avere il controllo totale del territorio)
Haiti
Questi conflitti sono visti spesso come affari interni a questi paesi e , talvolta, vengono mandati i Caschi blu per tenere separati i contendenti, ma senza arrivare mai ad una vera soluzione.
La forma di guerra oggi più usata è il TERRORISMO (il più noto è quello alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001), cioè diffondere terrore tra le popolazioni e creare un clima di insicurezza.

Cultura della pace
La pace non è solo assenza di guerra, ma una condizione generale di tranquillità, soddisfazione, assenza di motivi che scatenino odio e inimicizia.
Per arrivare a questo bisognerebbe eliminare il divario tra ricchi e poveri, ridistribuire le risorse, dare voce ai deboli, facilitare il dialogo, rispettare diritti di tutte le persone.
La coltura della pace si basa sull'idea della NON VIOLENZA (rifiuto di risolvere qualunque tipo di conflitto con metodo violenti ) che non è solo non alzare le mani ma non provocare gli altri non considerare il diverso inferiore, non insultare e non isolare chi la pensa diversamente.
Valori positivi sarebbero invece Solidarietà, TOLLERANZA, ACCOGLIENZA, CONFRONTO, COMPRENSIONE DEL PUNTO DI VISTA DELL'ALRO.

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