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Parafrasi “A Zacinto” di Ugo Foscolo

A Zacinto di Foscolo

A Zacinto, parafrasi

Non rivedrò mai più le tue rive, dove vissi da fanciullo, o mia Zacinto, che ti specchi nelle acque del mare dalle quali nacque vergine Venere, che con il suo sorriso rese feconde quelle isole,sicché non poté non celebrare le tue nubi leggere e trasparenti e i tuoi boschi. Il verso illustre di Omero, il quale cantò il vagabondare attraverso i mari di Ulisse nel suo esilio voluto dal fato, in seguito al quale però egli, reso famoso e nobilitato dalle sue stesse sofferenze, poté baciare la sua rocciosa Itaca. Tu, o mia terra, avrai solo il canto del tuo figlio, che ti celebrerà nei suoi versi; il fato ha stabilito per me una sepoltura in terra straniera che non sarà confortata dalle lacrime delle persone care.


I temi dominanti della poesia

La poesia “A Zacinto” è scritta da Ugo Foscolo, ossia una delle personalità più inquiete e appassionate del nostro Ottocento. Foscolo nasce nel 1778 nell’isola greca di Zante da un medico veneziano, Andrea Foscolo, e da una donna greca, Diamantina Spathis. Foscolo, dopo la morte del padre, si trasferì con il resto della famiglia a Venezia e sarà proprio qui che il poeta completa la sua educazione letteraria. Foscolo, nell’ultimo periodo della sua vita, scelse la via dell’esilio volontario che lo portò prima in Svizzera e poi in Inghilterra, e sarà proprio in Inghilterra a morire in miseria nel 1827.
In A Zacinto sono presenti moti temi,e quelli dominanti sono:
- il tema dell’esilio (tristezza) esplicato attraverso questi versi “ Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque” e negli ultimi versi: “Tu non altro che il canto avrai del figlio,o materna mia terra”;
- Il tema del sepolcro attraverso la frase “illacrimata sepoltura”;
- Il tema del destino avverso e lo si capisce nella frase “A noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura”;
- Il tema della bellezza rasserenatrice presente nei versi in cui si parla di Zacinto, ossia “Zacinto mia,che te specchi nell’onde del greco mare da cui vergine nacque Venere,e féa quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque, le sue limpidi nubi e le tue fronde”.

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