Il mio amico di penna straniero

Scrivi una lettera a un tuo amico di penna straniero descrivendogli la città in cui vivi.

Scaletta

1) Introduzione: Caro Fred, io vivo a Pisa.
2) La mia città mi piace, perché è piccola, ma c’è tutto.
3) I monumenti: Pisa è nota per la Torre pendente e la Piazza dei Miracoli.
4) L’Università e i ragazzi. Le biciclette.
5) La zona del Lungarno con il fiume.
6) La Cittadella, dove andiamo a giocare a calcio.
7) I bar, le pizzerie, le sale giochi e i cinema.
8) Il parco delle Piagge, vicino a casa mia.
9) Conclusione: se vieni a trovarmi, te la faccio visitare tutta e anche i dintorni.

Caro Fred,
nella tua ultima lettera, mi hai descritto Manchester, la grande città inglese in cui vivi. Ora, quindi, voglio raccontarti dove sto io, in modo da conoscere meglio le nostre città e, quindi, la nostra vita. Vivo a Pisa, una città della Toscana conosciuta ovunque per la sua Torre pendente.

La mia città mi piace, perché è piccola, come si dice in Italia, “a misura d’uomo”, però ci si trova tutto: ci sono le scuole, perfino una delle Università più antiche d’Italia, e i posti dove andarsi a divertire. L’unica cosa che manca, forse, è il mare, però è a pochi chilometri di distanza e, quindi, d’estate ci si può andare tutte le volte che si vuole, anche con l’autobus.
Come ti dicevo, Pisa è famosa, credo anche in Inghilterra, perché qui arrivano sempre turisti inglesi, come americani, giapponesi e, adesso, perfino russi, per la Piazza dei Miracoli.
Si chiama così una grande piazza con un enorme prato verde nella quale si trovano il Battistero, la Cattedrale, il Cimitero monumentale e la notissima Torre Pendente, che, in realtà, sarebbe stato una specie di campanile, costruito, come il resto della Piazza, nel Medioevo, che, però, si è inclinato, assumendo quella forma così caratteristica. Se ti ricordi, qualche tempo fa ti ho mandato una cartolina, proprio della Piazza dei Miracoli.
Non so se l’hai già studiato a scuola, ma il grande scienziato italiano, Galileo Galilei, era proprio di Pisa e si dice che, vedendo la lampada che oscillava nella cattedrale, elaborò le sue teorie del moto della terra intorno al sole. Ma questa forse è solo una leggenda. Comunque, c’è sempre un sacco di gente che viene a visitare la Piazza e che sale sulla Torre, perché si può salire, anche se è un po’ faticoso, oppure che va in giro per le altre parti della mia città.
Non sono soltanto i turisti, perché, come ti dicevo, Pisa ha anche l’Università, con quasi tutte le facoltà più importanti, e anche una Scuola universitaria, che si chiama Normale, in cui entrano solo i geni. Questa Scuola si trova in una piazza anch’essa molto bella, che si chiama Piazza dei Cavalieri, nella quale c’è anche una Torre in cui, secondo la tradizione, venne rinchiuso, e fatto morire di fame con i suoi figli, un nobile pisano, il conte Ugolino, che è stato anche citato nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Qui, nei tempi passati, non scherzavano, però neanche voi inglesi eravate tanto teneri, o no?
Fra turisti e studenti, c’è sempre un grande traffico di gente, sia di giorno che di sera. La zona del centro è quasi tutta pedonale, però devi stare attento alle biciclette. Noi pisani le usiamo tantissimo, e anche gli universitari, perché la città è piccola e puoi andare dappertutto in poco tempo, senza i problemi di traffico e di parcheggio. Anche io, appena inizia la bella stagione o, comunque, quando non piove, vado in giro in bici.
Pisa è attraversata da un fiume, che scorre per tutta la Toscana e si chiama Arno. Arriva poi nel mar Tirreno proprio a pochi chilometri da qui. Lungo il fiume, su delle strade molto ampie che si chiamano, appunto, “lungarni”, ci sono dei palazzi d’epoca e altri più moderni e tu puoi passare da una parte all’arte tramite dei ponti. Il più famoso, quello che si trova nelle vicinanze del centro storico, si chiama “ponte di mezzo” e divide la città in due quartieri che, ogni anno, il 17 di giugno, per San Ranieri, che è il patrono della città, si sfidano in un gioco molto bello che si chiama “il gioco del ponte”. Ci sono le sfilate in costume d’epoca, le rappresentazioni storiche, ma anche il gioco vero e proprio, una sorta di tiro alla fune a cui partecipano i ragazzi e gli uomini più forti di una parte e dell’altra. Mio fratello, che ha diciott’anni, dall’anno scorso è nella squadre, anche se, al momento, solo come riserva.
Sempre vicino all’Arno, c’è una zona che si chiama “Cittadella”: conserva i resti della vecchia città medioevale. Vi hanno messo anche degli spazi verdi e un campo di calcetto, nel quale andiamo sempre a giocare con i miei amici. È simpatico, perché è vicinissimo al centro e ci si arriva bene in bicicletta.
Il bello della mia città è che, essendo frequentata molto dagli studenti, è piena di bar, di pizzerie, di fast food, di Mac Donald e simili nei quali tu puoi mangiare pagando poco. Il nostro piatto tipico è la “schiacciata”, una specie di focaccia con dentro la “cecina”, una torta salata molto sottile fatta con la farina di ceci. Spesso, quando usciamo da scuola, noi ce l’andiamo a prendere e, se le giornate sono belle, l’andiamo a mangiare o nella Piazza dei Miracoli o alla Cittadella.
La mia casa si trova abbastanza in centro, in un quartiere che si chiama “le Piagge” e dove c’è anche un bel parco, oltre che due facoltà universitarie. È una zona tranquilla con tanto verde e la mia scuola media si trova a tre isolati di distanza, quindi, come ti puoi immaginare, è molto vicina.
Insomma, a me la città in cui vivo piace molto e spero che tu possa venire presto a trovarmi: te la farò visitare tutta e, magari, se vieni d’estate, possiamo anche andare al mare o fare qualche gita nei dintorni. C’è Firenze, ad esempio, che è molto vicina, così come Lucca e altre città della Toscana. Dimmi solo quando vieni e io mi organizzo…
A presto, un caro saluto dal tuo amico pisano, Matteo.

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