Quest'estate c'è stato un avvenimento sul discorso immigrati che mi ha colpito particolarmente. L'Ungheria alza un muro contro i migranti:una barriera lunga centosettantacinque chilometri e alta quattro metri al confine con la Serbia. Il governo ungherese sottolinea il fatto che nell'ultimo anno siano passati dal confine serbo decine di migliaia di profughi diretti verso il Nord Europa in cerca di una vita migliore. Molti sono kosovari,siriani,afghani,iracheni che scappano dalla guerra e dalla violenza che c'è nella loro patria. A fuggire sono bambini della mia età ma anche più piccoli,donne e uomini. I flussi migratori sono numerosi. Alcuni raggiungono il Nord Europa dopo un lungo viaggio di migliaia di chilometri a piedi e arrivano stremati. Alcuni invece raggiungono l'Italia e la Grecia con dei barconi fatiscenti e riempiti oltre il limite di persone che spesso naufragano e parecchi di essi muoiono. Mi ha colpito molto questo muro perché ho visto delle immagini e dei video in televisione che mi hanno fatto pensare a quelle persone disperate che vogliono raggiungere il Nord Europa, ma gli bloccano il passaggio. Ho anche immaginato che per il popolo ungherese sia difficile ospitare tutti quei migranti. Tre anni fa sono andato in vacanza con i miei genitori a Lampedusa, un'isola molto piccola e nel centro ho visto parecchi barconi che hanno trasportato migliaia di immigrati e ho proprio conosciuto parecchie persone lampedusane che nonostante siano di poche parole sono molto accoglienti e quindi me li sono immaginati che salvavano la vita dei migranti. Al contrario, gli ungheresi hanno alzato il muro per bloccare l'arrivo dei profughi. Sono comportamenti l'uno opposto dall'altro. Ho riflettuto molto su questo fatto, ma non ho ancora capito il perché alcuni Paesi accettino gli immigrati e altri no. Secondo me per risolvere il problema dei profughi bisognerebbe che tutti i paesi collaborassero tutti insieme e accettassero tutte queste perone.

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