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Esopo
A partire dal V secolo la favola venne associata alla figura di Esopo. Egli non venne identificato come creatore di un genere ma come creatore di favole. La figura di Esopo rimane a cavallo tra verità e leggenda,infatti G.B. Vico nel 1700 come identificava omero simbolo del genere eroico, identificava Esopo simbolo del genere fantastico ritenendo entrambi mai esistiti. Erodoto colloca Esopo a Samo nel VI sec. a.C. Egli era di condizione servile e fu ucciso dagli abitanti di Delfi, i quali in seguito furono puniti per il loro assassinio. Queste poche notizie biografiche furono poi arricchite da molti aneddoti. Una Testimonianza fondamentale per ricostruire la biografia di Esopo fu l’opera “la vita di Esopo”, dove si intrecciano vari filoni fantastici e nella quale Esopo appare come un essere deforme e balbuziente ma poi miracolosamente fecondo, che si distingue per al sua sagacia ed enigmistica e che tiene testa al suo padrone canto. Erano circa 500 le favole che erano attribuite ad Esopo; delle tre grandi edizioni che ci sono pervenute la più famosa e antica è l’augustana. Le varie collezioni presentano un numero diverso di favole, in quanto i redattori che se ne occuparono si basarono su criteri di scelta molto vari poiché all’epoca non esisteva una nozione precisa del genere di testo che si intendeva per “Favola”. La struttura delle favole erano generalmente cosi: all’inizio c’era un promitio(una sorta di titolo) e alla fine un Epimitio(la morale), al centro era presente il racconto vero e proprio. La principale caratteristica della favola è che la struttura come anche l’espressione era molto lineare e semplice. Le altre caratteristiche sono l’impiego di battute argute e la formularità, che si trovava generalmente ad inizio o fine racconto. I personaggi delle favole di Esopo sono per lo più animali parlanti che sono caratterizzati da una caratteristica come ad esempio il cervo vanitoso la volpe astuta il leone forte e cosi via. Raramente sono presenti gli uomini, e quando sono presenti sono indicati o con la città di nascita o più spesso con l’attività che svolgono, solo agli dei viene conferito un nome. La morale della favola costituisce un messaggio. Il significato simbolico delle narrazioni è dedicato all’esaltazione delle virtù, ma più spesso la favola fornisce delle dritte su come comportarsi nella vita quotidiana. La lingua delle favole è la koinè dialektos che è una sorta di lingua universale ma non è la lingua originale che veniva adottata da Esopo. Lo stile è molto semplice ma non mancano i preziosismi. La fortuna riscossa da Esopo fu immensa, le sue opere sono state tramandate di generazione in generazione e numerosi sono i rifacimenti alle sue opere.

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