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DECADENTISMO

Verso la fine del XIX secolo si sviluppò in Europa e nel mondo occidentale il Decadentismo.
Il termine deriva da “decadent” usato per indicare la decadenza di quel periodo.
Oggi, con il termine decadentismo, si indica una corrente culturale che ebbe origine in Francia e che esprime la crisi profonda di quel periodo. Le dure leggi del mercato, i conflitti nazionali, le due guerre mondiali portarono alla fine dell’ottimismo-positivistico.
Con Freud nasce una nuova scienza: la psicoanalisi secondo la quale, alcune azioni dell’uomo sono dovute a forti impulsi interiori derivanti dall’infanzia.
Poi, abbiamo la teoria della relatività di Einstein contrario a quanto affermarono Galileo e Newton.
Queste nuove idee provocarono un’angoscia esistenziale; l’uomo si sentiva solo e questo influenzò l’arte e la letteratura.
Alla base del decadentismo c’è una crisi dei valori ottocenteschi svincolati da ogni dovere morale religioso e sociale chiuso in un sentimento di superiorità; quest’atteggiamento fu definito estetismo.

Un’altra espressione del decadentismo è la negazione della ragione e la rivalutazione della componente irrazionale dell’uomo. Anche la natura era sentita come oscura e misteriosa, l’unico tramite tra la realtà e l’uomo era la poesia fonte di illuminazione e rivelazione.
Gli aspetti del decadentismo che si ritrovano in Gabriele D’Annunzio sono principalmente l’estetismo, la concezione del super uomo e il nazionalismo. Egli, infatti, attribuiva ai valori estetici un’importanza primaria, avendo cura dell’arte e del bello; le sue imprese durante la prima guerra mondiale ci mostrano la sua voglia di superiorità (il super uomo), come Hitler e Mussolini.
Tra i poeti del decadentismo troviamo i crepuscolari con una poesia dai sentimenti umili e indecisi, i maggiori esponenti furono: Sergio Corazzini, Guido Gozzano, Marino Moretti e Aldo Palazzeschi, che amano una vita grigia e povera al contrario della vita eccezionale di D’Annunzio (superuomo).
I crepuscolari mostrano sentimenti di stanchezza affiancati ad atteggiamenti di costante rinuncia a ogni impegno sociale e politico ed anche ad ogni tentativo di conquistare un proprio rinnovamento spirituale.
Tra le correnti del Decadentismo, troviamo: Il Futurismo e l’Ermetismo.
Il Futurismo nasce in un periodo di grande fase evolutiva, dove tutto il mondo dell’arte e della cultura era stimolato da moltissimi fattori determinanti (le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici e le nuove scoperte tecnologiche).

Gli scrittori futuristi vogliono esprimersi con libertà e perciò nei loro testi ignorano volutamente le regole tradizionali della sintassi, dell’ortografia e della metrica.

Tra i principali rappresentanti di questa corrente ricordiamo Filippo Tommaso Marinetti.
L’Ermetismo è invece una corrente del Decadentismo che si sviluppa durante il ventennio Fascista.
Il termine fu coniato dal critico letterario Francesco Flora per indicare una poesia oscura e difficile da capire infatti ermetico significa incomprensibile.
La poesia Ermetica interpreta il senso di solitudine in un mondo ostile, l’angoscia che deriva dal non comprendere il significato della vita l’impossibilità di stabilire un rapporto armonioso con l’universo e con le presone.
I principali poeti che usano questa tecnica sono: Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo.

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