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In morte del fratello Giovanni

Il sonetto “In morte del fratello Giovanni” fu scritto da Ugo Foscolo nel 1803. Il tema principale del sonetto è la morte di suo fratello, ma altri temi vengono trattati: le inquietudine dell’animo del poeta, la lontananza dalla patria a causa dell’esilio e il problema della sua sepoltura.
Il fratello del Foscolo era ufficiale dell’esercito della Repubblica Cisalpina e si uccise nel 1801, a vent’anni, probabilmente per questioni legate a debiti di gioco. Il sonetto può essere diviso in due parti: nella prima parte Foscolo parla della sua condizione di esiliato, ed è triste perché non può piangere insieme alla madre per la morte del fratello. Spera che un giorno potrà andare sulla sua tomba e piangere per la sua giovinezza perduta, ma sa che non sarà possibile, perché, esiliato, non potrà più tornare in patria. Ora la madre non ha più nessuno che la consoli e deve parlare con i resti del figlio, che però non possono rispondere, mentre Foscolo può solamente pensare a loro. Nella seconda parte riflette sulla sua situazione: afferma di sentire anche lui le preoccupazioni che hanno portato suo fratello alla morte e aspetta la morte per trovare la pace in cui si ritrova il fratello. Fa anche un appello alle popolazioni straniere, chiedendo di restituire, alla sua morte, i resti alla madre, permettendogli di ritornare nella sua patria.

I versi del sonetto sono tutti endecasillabi; esso è composto da due quartine e due terzine, che hanno lo schema di rime ABAB-CDCD. Sono presenti anche sineddoche, enjambement e metafore, figure retoriche che arricchiscono il significato del sonetto.

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