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Iliade - Commento

Il proemio dell'Iliade comincia con l'invocazione alla musa, riferendosi a Calliope, musa della poesia epica, alla quale il poeta chiede ispirazione per poter narrare l'argomento del poema: questo, è l'ira di Achille voluta da Zeus (verso 5) per continuare la sua opera di sterminio. L'ira viene presentata con l'aggettivo "rovinosa" (verso 2) tanto che, la stessa provoca non solo infiniti dolori agli Achei, ma anche la morte che viene enunciata dalla perifrasi " gettò in preda all'ade" (verso 3), di guerrieri valorosi, i quali una volta morti vengono addirittura lasciati in pasto ai cani e agli uccelli, creando uno scempio dato che per il mondo classico la sepoltura era molto importante.
L'uso degli aggettivi in tutto il poema serve per caratterizzare gli eventi, i personaggi.
Nel proemio oltre agli aggettivi usati per l'ira, si ha l'aggettivo "gagliardo" (verso 3) il disastro provocato dalla morte: la perdita di eroi valorosi.

Un altro aggettivo presente è "divino" (verso 7) riferito ad Achille, il quale è presentato al verso 1 con il patronimico "Pelide" (Figlio di Peleo).
Un patronimico è presente al verso 7, Atride (Figlio di Atreo), per indicare l'atagonista (Agamennone).
Al verso 7 vi è la presentazione dei due personaggi messi in contrapposizione tra loro:Agamennone viene nominato attraverso il patronimico accompagnato dall'espressione "signore d'eroi", mentre Achille viene definito divino e compare il suo nome, questo per sottolineare l'importanza della figura di Achille.

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