Ominide 181 punti

Carlo Goldoni e l'Illuminismo

Illuminismo
L’illuminismo fu una corrente culturale e filosofica nata nella seconda metà del Seicento in Inghilterra ad opera di John Locke. Questa corrente si sviluppò poi in Francia ad opera di Diderot, D’Alambert, Voltaire, Rousseau, Montesquieu e si diffuse in tutta Europa.
Si chiamò Illuminismo perchè aveva lo scopo di combattere l’ignoranza del Medioevo e diffondere i lumi della ragione.
L’Illuminismo si battè contro la pena di morte e la tortura.
In politica si schierò contro l’assolutismo monarchico e teorizzò la separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.
In Italia non mancarono pensatori definiti pre - illuministi, come il filosofo napoletano Gianbattista Vico che fu ispiratore per molti pensatori.
I centri più importanti furono Milano, con la rivista culturale Il caffè, e Napoli.

Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793)

Quando Goldoni intraprese l’attività di scrittore per il teatro, la scena comica era dominata dalla “commedia dell’arte”. Gli attori recitavano improvvisando le battute senza seguire un testo scritto, solo sulla base di un “canovaccio”, una scaletta che indicava l’azione della commedia.
Goldoni si mostrò molto critico nei confronti della commedia dell’arte per la volgarità in cui era caduta la comicità e per la rigidezza stereotipata (priva di originalità) delle maschere, egli volle rappresentare testi graditi al pubblico ma, allo stesso tempo, attinenti alla realtà.
Per questo motivo Goldoni si oppose alle maschere e le sostituì con caratteri colti nella loro individualità e carattere psicologico: L’avaro, Il geloso, Il bugiardo, mettendo in risalto i vizi e le virtù delle persone.
Le commedie si dividono in commedie di carattere e commedie di ambiente: le prime delineano una figura le seconde un ambiente sociale.
La riforma volle restituire dignità al teatro contrapponendosi sia all’eccessiva frivolezza della commedia dell’arte, sia all’eccessiva tendenza eroica della tragedia.
Goldoni trovò opposizioni nella sua commedia dagli attori abituati al canovaccio e dal pubblico abituato alle maschere.
La riforma, per ovviare a queste avversità fu graduale: prima scrisse la parte del protagonista, in seguito scrisse le parti di tutti gli attori, in un primo momento mantenne le maschere, in seguito le fece sparire. Il pubblico cominciò ad apprezzare il nuovo teatro, l’unico ostacolo rimase la nobiltà spesso schernita e trattata con ironia nelle commedie.
Recatosi nel ’62 a Parigi, diresse La comedie italienne. Dall’84 all’87 scrisse le Memoires.

Opere piu’ importanti
La bottega del caffè, I rusteghi, Gli innamorati, La casa nova, Sior todero brontolon, Il campiello, Le baruffe chiozzotte, Momolo cortesan, La donna di garbo, La famiglia dell’antiquario, ecc.

La locandiera
Il marchese di Ripafratta e il Conte di Albafiorita, il primo di nobile famiglia ma gravato da problemi economici il secondo, nobile e molto ricco, si innamorano entrambi di Mirandolina, padrona della locanda cui alloggiano. I due nobili rivali, tentano, il primo con il prestigio il secondo con il denaro, di conquistarla.
Mirandolina non li ricambia e pensa unicamente al suo interesse, divertita comunque dal fatto che gli uomini cadano ai suoi piedi. Ella rimane indispettita quando scopre che il cavaliere di Ripafratta, uomo nobile e ricco, si dichiara acerrimo nemico delle donne che considera bugiarde.
Mirandolina, ferita nell’orgoglio, scommette con se stessa che sarebbe riuscita a far innamorare di se’ lo scorbutico
Cavaliere: ella consegue il suo scopo. Per le attenzioni che la locandiera ha nei confronti di questo, sono gelosi il marchese, il conte e Fabrizio, aiutante e promesso sposo di lei, ignaro della scommessa. Una volta terminato il gioco, la maliziosa Mirandolina decide di mettere le cose a posto sposando Fabrizio.

Registrati via email