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Giovanni Boccaccio


Vita
Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo (vicino a Firenze). Figlio di un ricco mercante, compì i primi studi a Firenze, ma ben presto fu mandato dal padre a Napoli per far pratica mercantile e bancaria. Il giovane Boccaccio abbandonò le attività
commerciali e si dedicò agli studi letterari. A Napoli frequentò la corte del re Roberto d'Angiò. Nel 1340, a causa di gravi problemi finanziari, fu costretto a tornare a Firenze. Qui, per mantenersi, si mise al servizio del Comune che gli affidò incarichi e ambasciate in varie città d'Italia. Divenne amico di Francesco Petrarca e fu grande ammiratore di Dante Alighieri. Intorno al 1362, quando era già stimato come scrittore e poeta, ebbe una profonda crisi spirituale. Nel 1373 accettò di leggere e commentare la Commedia di Dante. Dopo alcuni mesi dovette rinunciare all'incarico. Si ritirò a Certaldo, dove morì nel 1375.

Il Decameron
Boccaccio scrisse molte opere sia in volgare sia in latino, ma il suo capolavoro è il Decameron, una raccolta di cento novelle scritte in lingua volgare tra il 1348 e il 1353. Il poeta immagina che nel 1348, anno in cui a Firenze scoppiò una terribile epidemia di peste, sette giovani donne e tre giovani uomini lascino la città e si ritirino in una villa sui colli fiorentini. Qui trascorrono il tempo danzando, suonando e narrando ciascuno una novella al giorno per dieci giorni. In tal modo, alla fine, le novelle narrate sono cento. Il tema dominante del Decameron è l'amore ,ma nell'opera sono raffigurati tutti gli aspetti della vita: l'eroismo e la beffa, lo spirito pronto, arguto e quello ottuso, credulone, la gioia e il dolore, la ricchezza e la povertà, il vizio e l'inganno, la vita e la morte. Al centro del mondo di Boccaccio risulta l'uomo con i suoi vizi e le sue virtù. D'altra parte il mondo boccaccesco si presenta come lo specchio della società borghese - mercantile del Trecento, che agli ideali clericali e religiosi del Medioevo ha sostituito quelli laici e terreni.

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