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Parafrasi de L'Albatro di Baudelaire

Gli equipaggi delle navi, spesso, per divertirsi catturano gli albatri, grossi uccelli marini che seguono pigri le navi ( la vita ) che scivolano sull'insidioso mare ( i misteri della vita ).
I marinai depositano sul ponte questi animali padroni del cielo abbandonandoli privi di vita e di sicurezza che non hanno più la forza di sbattere le ali troppo ingombranti. L'albatro sembra ridicolo e impacciato ! Poco prima volava maestoso nel cielo ora ha quasi un aspetto comico. I marinai lo stuzzicano con la pipa, un altro imita, zoppicando, la sua goffaggine. Il poeta si identifica in tale animale : egli è abituato, come l'albatro, ad affrontare le difficoltà della vita : come l'albatro vola tanto alto da poter ridere dell'arciere che non lo colpirà, così il poeta vola alto con la sua poesia e può ridere degli uomini comuni perché essi, pur deridendolo non capiscono la capacità del poeta di scoprire i misteri dell'universo.

Riflessioni

Tutta la lirica è costruita su opposizioni : l'albatro è re del cielo ma una volta catturato viene deriso dalla ciurma : sono proprio le sue belle ali di gigante a farlo sembrare comico e goffo, nell'ambiente in cui non riesce più a volare.
Il poeta è grande quando "vola" cioè quando si eleva con la propria sensibilità e immaginazione al di sopra della massa comune; come l'albatro, pur nella sua maestosità, è indifeso negli spazi che non gli sono congeniali; si sente fuori del mondo che non sa accettare la dimensione irrazionale della poesia. Ma egli s note questa sua "diversità" come segno di superiorità che lo porta a disprezzare la mediocrità della vita normale

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