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Il racconto si apre con una riflessione di Hans che ricorda la sua aula e il giorno in cui arrivò in classe colui che sarebbe stato il suo migliore l’unico amico: Konradin. Egli colpì subito tutta la classe, ma in particolare Hans, per i suoi modi regali e per il suo modo di vestire. Hans sentì subito di dover attirare l’attenzione di quel ragazzo e iniziò a studiare con molta dedizione tutte le materie. Un giorno egli portò a scuola delle monete greche della sua collezione: appena entrato in classe, Konradin, le vide e gli chiese di poterle vedere. Il giorno successivo, sulla via di casa, Hans vide Konradin: alla fine i due rimasero per un’ora a passeggiare parlando dei più svariati argomenti. Da quel giorno i due divennero inseparabili: tutti i giorni andavano a casa insieme, i fine settimana facevano delle gite e Spesso Hans invitava Konradin a casa sua. Questa stabile amicizia continuò per un anno, finché non avvenne un fatto che iniziò incrinarla. Una sera Hans era a teatro e anche i conti Hohenfels vi sarebbero andati, ovviamente in compagnia del figlio, Konradin. Quando fecero la loro entrata Konradin vide Hans ma non lo salutò: egli ne rimase indignato, così il giorno dopo chiese spiegazioni e Konradin gli rivelò che sua madre odiava gli ebrei e non voleva che lui li frequentasse. Già da un po’ si sentiva nell’aria l’odore del nazismo. Un giorno Hans ebbe uno scontro con due alunni della sua classe che gli dissero di tornare in Palestina. Da quel giorno lui e Konradin smisero di frequentarsi e poco dopo suo padre decise di mandarlo a vivere in America da dei parenti. Prima di partire ricevette due lettere: una era una poesia composta da due suoi compagni di scuola nella quale veniva invitato, in quanto ebreo, a lasciare la Germania e a non rimettervi più piede, un’altra era di Konradin. Egli esprimeva il suo dolore per la partenza di Hans e gli spiegava che anche lui era favorevole al Nazismo perché era meglio del Comunismo. Hans andò in America, si laureò in giurisprudenza, si sposò ed ebbe un figlio. Venticinque anni dopo la sua partenza ricevette una lettera: il suo vecchio liceo richiedeva dei fondi per costruire un monumento in memoria dei ragazzi morti in. In allegato alla lettera c’era un libretto contenente i nomi di tutti i ragazzi morti. Notò che la maggior parte erano di sua conoscenza. Saltò del tutto la lettera H. Dopo un po’ ci ripensò, prese il libretto, cercò "Hohenfels" e nel libretto c’era scritto: Konradin von Hohenfels implicato nel complotto per uccidere Hitler, giustiziato. Hans pensò, quindi, che l’amico era stato dalla sua parte.

Personaggi:
* Hans: Un ragazzo solitario e intelligente che si pone delle domande significative e profonde. Crede nella vera amicizia e darebbe la vita per un amico.

* Konradin: Anche lui non ha molti amici, però, a differenza di Hans, anche nel comportamento ha qualcosa di speciale, il suo comportamento si addice perfettamente al suo titolo di von (conte).
* Padre di Hans: È un uomo retto e buono, si impegna nel suo lavoro e ama la patria, il tedesco-tipo dell’epoca. Anche lui però, che sembrava agli occhi di Hans così infallibile e perfetto, nel vedere in casa sua un Hohenfels, nonostante sia molto più giovane di lui, lo saluta militarmente ed ha con lui un atteggiamento quasi servile.
L’autore vuole evidenziare la vera amicizia che nasce soprattutto durante l’adolescenza e che questa amicizia è basata sui sentimenti sulla stima reciproca.
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