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Alessandro Manzoni

Vita
Alessandro Francesco Manzoni nacque il 7 marzo 1785 da Conte Pietro e Giulia Beccaria, figlia del celebre filosofo Cesare Beccaria. Seguì una rigida istruzione nei collegi religiosi ma intanto i genitori si separarono, a causa della rigida educazione Manzoni si proclamò Ateo. Per breve tempo lui visse dal padre dove incontrò gli intellettuali del tempo come Vincenzo Monti e Giuseppe Parini. Nel 1805 raggiunse la madre a Parigi e durante il viaggio conobbe Enrichetta Blondel che favorì il suo riavvicinamento alla fede cattolica e divenne la sua prima moglie ed ebbe da lei 10 figli. Dal 1812 al 1815, Manzoni scrisse gli “Inni Sacri”.
Il periodo vissuto a Parigi influenzò la scrittura di Alessandro Manzoni, soprattutto l’amico Claude Fauriel infatti inculcò ad Alessandro un grande interesse per la storia e gli fa capire che non deve scrivere seguendo modelli rigidi e fissi nel tempo, ma deve riuscire a esprimere sentimenti che gli permettano di scrivere in modo più vero, in maniera da colpire il cuore del lettore. “I Promessi Sposi” sono il capolavoro di Manzoni e il più importante romanzo della letteratura italiana e lavorò sul romanzo dal 1821 al 1840. Manzoni fu nominato Senatore del Regno d’Italia e votò a favore dello spostamento della Capitale da Torino a Firenze. Alessandro Manzoni morì di meningite il 22 maggio 1873. La malattia fu la conseguenza di un trauma cranico che si procurò il 6 gennaio quando cadde sbattendo la testa su uno scalino all'uscita dalla chiesa di San Fedele di Milano. Nel Cimitero Monumentale della città ambrosiana si tenne il solenne funerale, che vide una grandissima partecipazione e la presenza dei principi e di tutte le più alte autorità dello stato. Nel 1874, nel primo anniversario della morte, Giuseppe Verdi diresse personalmente nella chiesa di San Marco di Milano la Messa di requiem, composta per onorarne la memoria. Nel 1883, a dieci anni dalla morte, la sua tomba venne spostata nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Opere
Alessandro Manzoni iniziò negli anni giovanili con delle composizioni di ispirazione neoclassica. La conversione religiosa determinò una grande svolta nella sua attività letteraria. Tra il 1812 e il 1822 compose gli Inni sacri, cinque composizioni poetiche dedicate alle maggiori festività della Chiesa cattolica: La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste. Nel 1821 scrisse le cosiddette "odi civili": Marzo 1821, dedicata alle insurrezioni anti-austriache di quell'anno, e Il Cinque Maggio, composta di getto all'annuncio della morte di Napoleone Bonaparte. Due tentativi di lirica religiosa, gli inni Ognissanti e Natale 1833 (che prende spunto dalla morte della moglie Enrichetta Blondel) restano incompiuti. Tra il 1816 e il 1822 scrisse inoltre due tragedie, Il Conte di Carmagnola (1816) e Adelchi (1822), frutto di un'attenta riflessione teorica sul teatro e sul genere tragico in particolare. L'opera più completa e matura di Manzoni è però il romanzo I Promessi Sposi, scritto in una prima versione (con il titolo Fermo e Lucia) tra il 1821 e il 1823; poi profondamente modificato dal punto di vista della narrazione, il romanzo viene "alleggerito" togliendo molti tratti storici e pubblicato poi nel 1827; infine, nel 1840, ancora rivisto, questa volta solo nella forma linguistica: nella ricerca di una lingua accessibile agli italiani di varia origine e cultura Manzoni scelse come modello il fiorentino parlato dai contemporanei.

Poetica
Manzoni è uno dei più innovativi fra i grandi poeti italiani dell’Ottocento, perché spezza i legami con la lirica tradizionale, ancora fedele ai modelli del Petrarca e del Rinascimento, ed è contrario al concetto di una poesia che sia unicamente espressione di affetti e passioni individuali o che riporti ogni aspetto della realtà al mondo interiore del poeta. Manzoni respinge qualsiasi effusione sentimentale e ricerca i soggetti della sua poesia nella storia o nella realtà del suo tempo, nei sentimenti vivi degli uomini: e ciò conformemente ai princìpi della poetica romantica, che aveva proclamato la necessità di "interrogare" la natura, le credenze del popolo, l’animo umano che vive e che lotta, e di fare oggetto di poesia non le vecchie favole dei Greci e dei Latini, ma le azioni, le idee e le passioni degli uomini moderni. Anche le poesie più belle di Manzoni, tra cui l’ode Il cinque maggio, corrispondono a questa poetica, che ricerca l’ispirazione nella storia e si risolve in racconto e in drammatica rappresentazione, da cui è escluso qualsiasi elemento sentimentale e autobiografico. Per Alessandro Manzoni, la storia è l’espressione della volontà imperscrutabile di Dio. Secondo il poeta, se noi poveri mortali non comprendiamo le cause degli avvenimenti, è perché non ci è dato di capire la ragione delle scelte divine. Una forza superiore domina e governa i fatti terreni, nelle sue mani è il destino degli uomini comuni, così come quello dei potenti. Anche sul letto di morte di Napoleone, Manzoni vede posarsi il "Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola".

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