Il BIOS

Il firmware degli elaboratori x86 e derivati è noto con il nome BIOS (Basic input output system). Originariamente il suo scopo era soltanto quello di fornire delle funzioni essenziali, in modo da consentire a «sistemi operativi» da microelaboratore, come il Dos, di avviarsi e di funzionare.
Nel tempo, il BIOS si è evoluto e spesso costituisce un piccolo sistema di gestione dell'hardware, indipendente da altro software. In particolare, diventa il modo normale attraverso cui si configurano le varie componenti fisiche che sono incorporate nella scheda madre (utilizzando per conservare la configurazione una piccola memoria C/MOS, sostenuta da una batteria).
Rispetto alla terminologia tradizionale, il BIOS (compresa la porzione della memoria C/MOS), costituisce la «ROM» dell'elaboratore.
A seconda del tipo di tecnologia adottato, si possono utilizzare delle tecniche differenti per la modifica del contenuto del BIOS. Nei primi elaboratori era necessario estrarre l'integrato contenente il BIOS, cancellarlo (seguendo la procedura prevista per quel tipo di componente) e riscriverlo, attraverso un'apparecchiatura appropriata. In tempi più recenti si è introdotto l'uso di memorie «flash», che consentono la riscrittura senza dover estrarre l'integrato dalla scheda madre.

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