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Contributi scolastici: sono obbligatori?

Contributo scolastico: un contributo in denaro chiesto dalle scuole per garantire l'iscrizione all'anno scolastico. Pochi sanno che non è obbligatorio, ma volontario. In sostanza potete deciderlo se pagarlo o no!

Daniele | Segui su Google+ - 30 settembre 2009 59 commenti
E io lo dico a Skuola.net
Per iscriversi a una scuola statale non bisogna pagare alcuna tassa, se non quando finisce l'età dell'obbligo scolastico. E' un principio costituzionale eppure il 99% degli studenti si trova a dover sborsare sempre qualcosa. Di che si tratta? Del cosiddetto contributo volontario, una cifra che si riconosce perché deve essere versata nel conto corrente intestato all'istituto: molte scuole lo chiedono per garantire l'iscrizione, ma poche spiegano che è... facoltativo, come dice anche il nome. Anzi lo presentano come obbligatorio: alcuni ci hanno segnalato che se non si paga, i presidi estromettono dagli scrutini!

Vuoi segnalare un abuso nella tua scuola? Commenta l'articolo o scrivici una segnalazione, ne parleremo nella Skuola|Tv, la web TV che parla di voi!

TASSE A SCUOLA - Per l'iscrizione e la frequenza l'unica tassa necessaria è quella pagata allo Stato. Una tassa uguale per tutti, che permette al Ministero di ottenere qualche incasso per fornire il servizio. In virtù dell'obbligo scolastico innalzato fino ai 16 anni, la tassa d’iscrizione è regolata dalla legge che ne prevede il versamento solo per le classi 4° e 5° superiore, in quanto esonera gli alunni in età di obbligo formativo.

CONTRIBUTO SCOLASTICO - Molte scuole però chiedono comunque il versamento di un'altra imposta, direttamente sul conto corrente della scuola. Si tratta del contributo scolastico, che solitamente si aggira intorno ai 100€. Raramente le famiglie vengono informate del carattere volontario del contributo, e quindi, pensandolo obbligatorio, viene pagato senza batter ciglio. La legge precisa che è considerato “una erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado” e che deve essere finalizzato all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica, all’ampliamento dell’offerta formativa (legge Bersani 40/07).

COSA E' OBBLIGATORIO- Gli Istituti Scolastici non possono imporre tasse o richiedere contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie quali ad es.: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ecc. Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria.

PERCHÉ PAGARE - Questi fondi vengono in genere impiegati dalle scuole per coprire gli ammanchi di denaro dovuti ai tagli generalizzati alla spesa scolastica operati negli ultimi anni. In sostanza le scuole ricevono dallo Stato, oltre agli stipendi dei lavoratori (docenti, personale ATA e amministrativo), una quantità di denaro per tutte le altre attività che si rivela spesso insufficiente a garantire il corretto funzionamento della scuola. Il contributo volontario serve proprio a garantire questi servizi.

IN NATURA - Per fare un esempio, in alcune scuole ad ogni alunno viene chiesto di portare una risma di carta così da poter risparmiare su questo bene, di cui si fa largo uso per le fotocopie di compiti in classe o altro materiale. Se venisse a mancare questo contributo, la scuola non potrebbe sostenere questa spesa! Vi immaginate una scuola dove non si possono fare le fotocopie dei materiali didattici?

PERCHÉ NON PAGARE - Resta il fatto che il contributo scolastico è di carattere volontario. Quindi le scuole dovrebbero chiarirlo a priori, ricordando nel contempo l'importanza di questo sostegno economico per il funzionamento della scuola. A questo punto starebbe alle singole famiglie decidere se sostenere questo esborso tenendo conto della propria situazione finanziaria. Pensate alle famiglie con due o tre figli in età scolare...

CONSIGLIO - In risposta anche alle numerose mail che riceviamo sull'argomento, il nostro consiglio è quello di pagare se si è nelle condizioni economiche di sostenere questo esborso. Questi soldi non sono buttati, ma servono a garantire il buon funzionamento della struttura scolastica in cui l'alunno ogni giorno passa il suo tempo. Inoltre sono detraibili al 19% dalle tasse dei genitori. Chiaramente quelle famiglie in difficoltà possono tirarsi indietro secondo coscienza: la legge permette di esercitare questo diritto e le scuole non possono opporsi.

ABUSI - Ci sono stati segnalati anche casi in cui i Dirigenti Scolastici hanno minacciato di non far iscrivere gli alunni se non fosse stato pagato il contributo scolastico. Chiaramente questi episodi sono da condannare e che vi chiediamo di denunciare! Skuola.net è al vostro fianco, potete segnalare gli abusi clicando qui.

Per saperne di più, scarica la guida sulle tasse scolastiche. Clicca qui per il download!
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