Mito 120308 punti

I verbi difettivi

Sono chiamati difettivi (da deficere, esser privo, mancare) quei verbi che sono privi di molte forme nella loro flessione. Analizziamo di seguito i verbi difettivi più usati dai classici.

Aio, affermo, dico

Il verbo aio è attestato nelle forme:

INDICATIVO
presente ---> aio, ais, ait, aiunt
imperfetto ---> aiebam, aiebas, aiebat, aiebatis, aiebant
perfetto ---> ait
CONGIUNTIVO
presente ---> aiat
PARTICIPIO
presente ---> aiens

E' usato per lo più per riportare un discorso dipendente, raramente per riportare un discorso diretto. Spesso si trova in locuzioni parentetiche: come dice Cicerone, come dicono. Talvolta nelle interrogative si trova la forma: dici davvero?, è mai possibile?.

Inquam, dico

E' usato dai classici nelle forme:

INDICATIVO
presente ---> inquam, inquis, inquit, inquiunt
imperfetto ---> inquiebat
futuro ---> inquies, inquiet
perfetto ---> inquisti, inquit
CONGIUNTIVO
presente ---> inquiat

E' usato quasi esclusivamente nel discorso diretto, spesso inserito entro il discorso stesso. Ha un significato generico, che in italiano può essere reso, oltre che con il generico <<dire>> con verbi più appropriati, come: aggiungere, obiettare, replicare, rispondere, chiedere, dichiarare, esclamare ecc..., sempre scelti a seconda del contento. Il predente è talvolta usato con valore di perfetto (presente storico): inquam, dissi, ho detto.

For, dico, affermo

Le voci del verbo for usate dai prosatori classici sono:

INDICATIVO
presente ---> fatur, fantur
futuro ---> fabor, fabitur, fabimur
perfetto ---> fatus sum, fatus est, fati sunt
piuccheperfetto ---> fatus eram ( e fueram), fatus erat
INFINITO ---> fari
PARTICIPIO
presente ---> fanti, fantem, fantes
perfetto ---> fatus, a, um
GERUNDIO ---> fandi, fando
GERUNDIVO ---> fandus, a, um
SUPINO ---> fatu

I composti di fari, più usati e più ricchi di forme del verbo semplice, sono:
affari, rivolgere la parola, salutare
effari, pronunciare, dire, consacrare
interfari, interrompere
praefari, dire prima, preannunciare
profari, riferire, predire, sentenziare

I verbi perfettivi: memini e odi

I verbi memini, mi ricordo e odi, odio hanno due particolarità: sono difettivi, perchè mancano di tutto il sistema del presente, e sono perfettivi, cioè nei tempi che possiedono, perfetto e suoi derivati, hanno significato di presente e derivati. Qui il perfetto ha funzione di presente, il piuccheperfetto di imperfetto, il futuro anteriore di futuro semplice.
Per i tempi mancanti il latino usa dei sinonimi, come recordor, aris, recordatus sum, ari, ricordare e odium habere in aliquem, provare odio per qualcuno.
Il verbo memini possiede inoltre l'imperativo futuro: memento, mementote, con valore di imperativo presente.
Il verbo odi ha anche il participio futuro osurus, a, um.

Il perfetto coepi

Il perfetto coepi è anch'esso difettivo dei tempi derivati dal presente, ma, a differenza di memini e odi, ha significato di perfetto: si coniuga regolarmente nel perfetto e nei tampi da esso derivati, nel supino (coeptum) e nei tempi da esso derivati, attivi e passivi, e si traduce, perciò, regolarmente.

Forme verbali stereotipate

Alcune voci verbali isolate sono diventate formule di saluto o discorsive. Esse sono:
- salve, salvete, salute, salve, stai/state bene. Sono imperativi del verbo salveo;
- ave (have), avete (havete), salve, benvenuto. Sono imperativi del disusato verbo aveo (haveo);
- vale, valete, sta/state bene, addio. Sono imperativi del verbo valeo;
- quaeso, quaesumus, per piacere, per favore, di grazia. Si tratta del presente indicativo del verbo quaeso, desiderativo di quaero;
- cedo, cette, dà, date qui, dì, ditemi. L'etimologia è incerta;
- age, agite, orsù, suvvia, coraggio! Sono imperativi del verbo ago, spesso rafforzate dal suffisso -dum.

Registrati via email