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Il sostantivo res, rei deriva probabilmente dal sanscrito "possesso", di una cosa che si ha. È di largo uso nella lingua latina, soprattutto per la sua vastezza di significati: può indicare infatti, più generalmente "cosa", ma altre volte si può tradurre anche con "oggetto, argomento, situazione, circostanza, fatto, affare, motivo, potere", valutando di volta in volta il contesto in cui è inserito.
Appartiene alla 5° declinazione, per cui presenta il caso genitivo singolare in -ei, ed è di genere femminile. Il nominativo singolare è sempre in -es. Insieme a dies, diei (giorno), è l'unico sostantivo con declinazione completa. Spesso viene usato in alcune parole composte, nelle quali assume un significato diverso dall'originale e chiaramente dal contesto (ES. res: cosa / res publica: lo Stato, la forma di governo).
Tale termine, se unito ad alcuni plurali, forma i pluralia tantum. Res spesso si omette al nominativo e all'accusativo, sostituendolo con l'aggettivo neutro che l'accompagna (Es.: multae res = multa). Questo sostantivo viene tuttora utilizzato nel linguaggio giuridico moderno e veniva impiegato anche in alcune espressioni del linguaggio filosofico della scolastica; nell'ambito filosfico ritroviamo la distinzione tra "Res extensa" e "Rex cogitans", ad opera di Cartesio (dualismo cartesiano).

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