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La proposizione consecutiva

È la proposizione che indica la conseguenza dell’azione espressa dal verbo. In italiano è espressa in modo esplicito, introdotta da “che” + indicativo, o in modo implicito, introdotta dalla congiunzione impropria “da” + infinito.

In genere nella reggente sono presenti dei termini correlativi che rendono più facile l'individuazione della proposizione consecutiva. Essi sono:
- avverbi: sic, tam, it;
- aggettivi o pronomi: tantus, talis, is;
- espressioni avverbiali: adeo, eo (a tal punto).

In latino la consecutiva è introdotta da “ut” se affermativa, da “ut non” se negativa + congiuntivo.

Il congiuntivo può essere presente, imperfetto, perfetto senza badare al tempo della reggente perché questa proposizione non segue la consecutio.

Nella resa in italiano, il tempo rimane quello latino mentre il modo passa dal congiuntivo all’ indicativo.

Per tradurre dall’italiano si opera in maniera inversa: si mantiene il tempo ma si cambia il modo dall’indicativo al congiuntivo.

Es.(1): È tanto forte che supera tutti > tam fortis est ut superet omnes

Es.(2): Era tanto forte che superava tutti > tam fortis erat ut superaret omnes

Es.(3): Era tanto forte che superò tutti > tam fortis erat ut superaverit omnes

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