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Il pronome relativo

Il pronome relativo introduce la proposizione relativa ed è sempre in relazione, quindi concordato in genere e numero con un termine o una persona che sta nella proposizione precedente. Il caso del pronome relativo dipende invece dalla posizione e dalla funzione che svolge nella proposizione.

Le proposizioni relative sono precedute da: pronomi relativi, aggettivi relativi e avverbi relativi. Possono essere proprie e improprie.
-Le proposizioni proprie hanno l'indicativo, raramente il congiuntivo. Esprimono un'azione eventuale, possibile, soggettiva, limitativa. Si riferiscono ad un nome o pronome (espresso o sottinteso) della reggente, rispetto al quale hanno la funzione di aggettivo qualificativo o apposizione.
- Le proposizioni improprie hanno il congiuntivo e possono avere: a) valore finale (introdotte da qui, quae, quod). b) valore consecutivo (pronomi e avverbi qui, inde, quo + congiuntivo). c) valore causale (pronome realtivo rafforzato spesso da utpote). d) valore concessivo (pronome relativo + congiuntivo). e) valore ipotetico (pronome relativo + congiuntivo).

Nesso relativo. si trova regolarmente all'inizio del periodo, dopo un punto fermo, punto ne virgola, due punti. Si riconosce facilmente anche dal fatto che non ha un suo verbo, ma si appoggia a quello della proposizione immediatamente seguente: esso deve essere considerato come la fusione di una congiunzione coordinante (et, sed, nam) con i pronomi is, ea, id o hic, haec, hoc e come tale deve essere tradotto.

Consigli sulla traduzione. Poichè le proposizione relative sono introdotte anche in italiano dal pronome relativo, quest'ultimo dovrà essere tradotto all'inizio della frase. Prima di tradurre, individuare la sua esatta funzione logica.

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