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L'età dell'uomo romano

Dal grammatico romano Censorino (III secolo), che cita l'autore erudito Varrone (I secolo), e da Isidoro di Siviglia (VII secolo d.C.) veniamo a conoscere in che modo i Romani suddividevano la vita umana, in ordine cronologico:

1) infantia, ae, f = fino ai 7 anni circa

2) pueritia, ae, f = fino ai 14-17 anni circa

3) adulescentia (adolescentia), ae, f = fino ai 30 anni circa

4) iuventus, iuventutis, f = fino ai 30-40 anni circa

5) media aetas, mediae aetatis, f = fino ai 60 anni

6) senectus, senectutis, f = il resto della vita

Ma, come del resto accade anche nella nostra lingua, le distinzioni suddette non sono rigorosissime e talvolta l'oscillazione dell'uso è più ampia di quella riportata.
I termini latini che indicano l'uomo nelle varie età sono

1) infans, infantis, m e f = bambino (fino ai 7 anni. Il termine deriva da in-, prefisso negativo, e il participio fans del verbo deponente fari, parlare; perciò letteralmente infans = colui che non sa parlare)

2) puer, pueri, m = bambino, ragazzo, giovanotto (fino ai 17 anni)
puella, ae, f = bambina, ragazza (fino ai 17 anni)

3) adulescens (adolescens), adulescentis, m e f = giovane (fino ai 30 anni)

4) iuvenis, is, m e f = giovane (30-40 anni)

5) vir, viri mediae aetatis, m = uomo di mezza età
mulier, mulieris mediae aetatis, f = donna di mezza età

6) senex, senis, m = vecchio, anziano (oltre i 60)

7) aetate confectus = sfinito dagli anni, decrepito.

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