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Il calendario

Anno
I Romani esprimevano l’anno in tre modi:
- dalla fondazione della città di Roma;
Es.(1): anno secentesimo vicesimo uno ab orbe condita > 621 dalla fondazione di Roma > 133 a.C.
- con i nomi dei consoli in ablativo;
Es.(1): Publio Mucio Lucio Calpugno consulibus > 133 a.C.
- dopo l’affermazione del cristianesimo, con “prima/dopo” la nascita di Cristo;
Es.(1): Ante/ post Cristum natum.


Mesi
I Romani esprimevano i mesi, prima di Numa Pompilio; l’anno cominciava con il 1 Marzo e aveva solo 340 giorni divisi in 10 mesi.
Numa Pompilio aggiunse poi 2 mesi: Gennaio e Febbraio ed aumentò il numero dei giorni a 355.
Nel calendario di Numa Pompilio i mesi erano lunari: Febbraio > 28 giorni, Marzo/Maggio/Luglio/Ottobre > 31 giorni e gli altri mesi > 29 giorni.
Lo sfasamento rispetto all’anno solare che è di 365 giorni più sei ore veniva colmato con l’introduzione, ogni due anni, di un mese in più, chiamato intercalare di 22-23 giorni.

Nel 46 a.C. Giulio Cesare fece una riforma che portò il calendario romano ad essere molto simile al nostro. Infatti, introdusse l’anno solare di 365 giorni. Ogni 4 anni fu introdotto un giorno in più nel mese di Febbraio, il giorno “bis sextus” cioè due volte sesto perché inserito dopo il sesto giorno che precede le Kalendae di Marzo, vale a dire il 24 Febbraio.

N.B.(1):
“Quintilis” prese il nome di “Iulius” in onore di Giulio Cesare, “Sextilis” prese il nome di “Augustus” in onore di Ottaviano Augusto.


Giorni
I Romani non contavano i giorni come noi ma avevano tre punti di riferimento legati alle fasi lunari:
- Kalendae, arum: era il primo giorno del mese e corrispondeva al novilunio;
- Nonae, arum: cadevano il 5 del mese e coincidevano con il primo quarto di luna;
- Idus, uum: cadevano il 13 del mese e coincidevano con il plenilunio.

N.B.(1):
nei mesi di 31 giorni le Nonae cadevano il 7 e le Idi cadevano il 15.

I giorni ai esprimevano così:
- se il giorno coincideva con la data fissa, queste si mettevano in ablativo semplice e con esse si concordava il nome del mese.
Es.(1): Kalendis Februaris > 1 Febbraio
- il giorno che precede la data fissa veniva indicata con “pridie” + accusativo
Es.(1): Pridie Kalendas Apriles > 31 Marzo
- il giorno che segue la data fissa veniva indicata con “postridie” + accusativo
Es.(1): Postridie Nonas Martius > 8 Marzo
- i giorni intermedi erano indicati calcolando quanti giorni mancavano alla data fissa successiva, comprendendo nel calcolo il giorno di partenza e quello di arrivo. Per esprimerli si utilizzavano due forme:

- “ante” + accusativo dell’ordinale + “diem” + accusativo della data fissa
Es.(1): Ante diem quartus Idus Ianuaris > 10 Gennaio
- “die” + ablative ordinale + “ante” + accusativo della data fissa

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