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Aggettivo - Tre gradi scaricato 2 volte

I tre gradi dell’aggettivo

Sono: - positivo (Marco è famoso)
- comparativo (Marco è più famoso di Carlo)
- superlativo (Marco è famosissimo)


Il comparativo di maggioranza

Il comparativo possiede tre forme: - maggioranza;
- minoranza;
- uguaglianza.
Nel comparativo di maggioranza (Marco è più famoso di Carlo) il primo elemento possiede la qualità in maniera maggiore.
In italiano il complemento di maggioranza si esprime premettendo all’aggettivo l’avverbio “più”.
In latino si modifica l’aggettivo con l’aggiunto di un suffisso:
- “ior” per il maschile e il femminile;
- “ius” per il neutro.
Il suffisso si aggiunge al tema dell’aggettivo che si trova togliendo la desinenza del genitivo singolare.

Le desinenze sono quelle della terza declinazione del primo gruppo.


Singolare Plurale
Maschile/femminile Neutro Maschile/femminile Neutro
NOMINATIVO Doct-ior Doct-ius Doct-iores Doct-iora
GENITIVO Doct-ioris Doct-ioris Doct-iorum Doct-iorum
DATIVO Doct-iori Doct-iori Doct-ioribus Doct-ioribus
ACCUSATIVO Doct- iorem Doct-ius Doct-iores Doct-iora
VOCATIVO Doct-ior Doct-ius Doct-iores Docti-ora
ABLATIVO Doct-iore Doct-iore Doct-ioribus Doct-ioribus

Es.(1): Marco è più famoso di Carlo > Marcus clarior quam Carlus est


Il secondo termine di paragone

Si esprime in due modi: - quam e il caso del primo termine;
- ablativo semplice.
È indifferente tradurre in tutti e due i modi solo quando il primo termine si trova in nominativo o accusativo, ma se il primo termine si trova in uno dei casi obliqui, di regola il primo termine si esprime nel secondo modo.

Es.(1): "Marcus clarior quam Carlus est" oppure "Marcus clarior Carlo est"

Il secondo termine si rende sempre in ablativo se è rappresentato da un pronome relativo.
Di preferenza nelle espressioni di senso negativo.


Rafforzativo del comparativo

Il comparativo può essere rafforzato da avverbi con la terminazione in –o (multo, paulo, nihilo).

Es.(1): Marco è molto più famoso di Carlo > Marcus multo clarior quam Carlus est


Il comparativo assoluto

È detto "assoluto" quando manca il secondo termine di paragone.
In italiano si rende con l’aggettivo di grado positivo, preceduto dagli avverbi: “un po', troppo, alquanto, piuttosto”.

Es.(1): Marco è piuttosto famoso > Marcus clarior est


La comparazione tra due aggettivi

Si esprime in due modi:
- si pongono al comparativo tutti e due gli aggettivi separati da “quam”
Es.(1): Marco è più famoso che forte > Marcus clarior quam fortior est
- si mette “magis” + il primo aggettivo al grado positivo + “quam” + il secondo aggettivo al grado positivo
Es.(1): Marco è più famoso che forte > Marcus magis clarus quam fortis est


Il comparativo dell’avverbio

È uguale al comparativo neutro singolare dell’aggettivo corrispondente

Es.(1): Più chiaramente > clarius

N.B.(1)
La comparazione tra due avverbi segue la stessa costruzione di quella tra due aggettivi.


Il comparativo di uguaglianza

Es.(1): Marco è tanto famoso quanto forte > Marcus tam clarus quam fortis est
Marco è tanto famoso quanto forte > Marcus ita clarus ut fortis est
Marco è tanto famoso quanto forte > Marcus aeque clarus ac fortis est


Il comparativo di minoranza

Es.(1): Marco è meno famoso che forte > Marcus minus clarus quam fortis est


Il comparativo di minoranza e di uguaglianza

Si formano nella stessa maniera degli aggettivi.


Il superlativo

In italiano:
- relativo: quando indica una qualità posseduta al massimo grado in relazione ad uno specifico gruppo. In italiano si forma premettendo l’articolo seguito dall’avverbio "più”.

Il complemento partitivo in latino si esprime con il dativo, e/ex/de + ablativo, inter + accusativo;
- assoluto: quando indica una quantità posseduta al massimo grado senza alcun termine di confronto. In italiano è caratterizzato dal suffisso –issimo.

In latino sia il superlativo relativo che quello assoluto si formano nella stessa maniera, aggiungendo al tema dell’aggettivo il suffisso –issimus/-issima/-issimum. L’aggettivo così trasformato (clarissimus/a/um) si declina come un aggettivo della 1° classe.

Il superlativo dell'avverbio

Si forma dal superlativo degli aggettivi sostituendo la terminazione –us con l’uscita invariabile –e.


Il comparativo latino al posto del superlativo latino
In italiano utilizziamo il superlativo anche quando ci riferiamo a due cose o persone.
Ad esempio diciamo “ la più forte delle mani”.
In latino invece usavano il complemento di maggioranza seguito da complemento partitivo.


Particolarità

• gli aggettivi che terminano in –eus/-ius/-uus, come idoneus, necessarius, vacuus, formano il comparativo con “magis” + aggettivo al grado positivo. Formano, invece, il superlativo con “maxime”+ aggettivo al grado positivo. Es.(1): Magis idoneus e maxime idoneus N.B (1): alcuni aggettivi possono presentare anche la forma regolare; N.B (2): i sostantivi in –quus, questi hanno il comparativo e il superlativo regolare;

• Gli aggettivi che terminano in –dicus/-ficus/-volus come maledicus, beneficus, benevolus formano il comparativo in –entior mentre il superlativo in –entissimus; Es.(1): Maledicentior N.B (1): allo stesso modo si comportano “egenus” che fa “egentior, egentimus”, “providus” che fa "providentior, providentissimus", “validus” che fa “valentior, valentissimus”;

• Gli aggettivi in –er come “miser, acer” hanno il comparativo regolare ma formano il superlativo con il suffisso –rimus/a/um;

• Gli aggettvi in –ilis sono solo sei aggettivi facilis, difficilis, similis, dissimilis, gracilis, humilis; hanno il comporativo regolare ma formano il superlativo con il suffisso –limus/a/um;

• Comparativi e superlativi da temi diversi:
• Bonus, a, um > Melior, ius > Optimus, a, um
• Malus, a, um > Peior, ius > Pessimus, a,um
• Magnus, a, um > Maior, ius > Maximus, a, um
• Parvus, a, um > Minor, us > Minimus, a, um
• Multus, a, um > Plus > Plurimus, a, um

Particolarità comparativi e superlativi

• alcuni aggettivi sono privi di comparativo e superlativo per cui li formano da aggettivi di significati affini: per esempio, “vetus, veteris” fa riferimento ad un aggettivo dello stesso significato “vetustus”;
• il primo aggettivo, che significa ricco, è “dives, divitis” il comparativo è “ditior, ius” e il superlativo è “ditissimus”. Il secondo aggettivo è “iuvenis, iuvenis” il cui comparativo è “iunior, iunius”, l’altro modo è “minor natu” e il superlativo è invece “admodum iuvenis”. Il terzo aggettivo è “senex, senis” e il comparativo è “senior, ius” poi “maior natu” e il superlativo è “admodum senex”.
• Talvolta, il superlativo assoluto può essere formato con prefissi come prae-, per- corrispondenti alle forme italiane "arci-" e "stra-".

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