rosy di rosy
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La subordinata soggettiva

La subordinata soggettiva nel suo insieme fa da soggetto alla proposizione reggente.
La soggettiva è sempre introdotta da forme impersonali:
1)verbi: sembra, conviene, importa, capita, succede, accade, risulta, piace, giova, basta, bisogna, pare, occorre.
2)verbi costruiti con il si passivante: si dice, si narra, si crede, si pensa, si spera, si stima, si tema.
3)locuzione impersonali: è nome, aggettivo, avverbio. È necessario, è tempo, è lecito, è bello.

Può essere esplicita: introdotta dal che (indicativo, congiuntivo, condizionale)
Può essere implicita introdotta o meno dal di (infinito)

La subordinata oggettiva
La subordinata oggettiva svolge nel periodo lo stesso ruolo che il complemento oggetto svolge nella frase. Possiamo dire che sia una subordinata che ha la funzione di fare da complemento oggetto della reggente.

Verbi di significato dichiarativo
Affermare, dichiarare, comunicare, promettere, rivelare, raccontare
Verbi che indicano percezione o ricordo
Sentire, ricordare, percepire, vedere, accorgersi, dimenticarsi, capire
Verbi che esprimono opinione sospetto o dubbio
Credere, pensare, stimare, giudicare, convincere, reputare, sospettare, supporre
Verbi che esprimono volontà, speranza, desiderio, timore
Volere, sperare, ordinare, desiderare, permettere, proibire, provare

Può essere esplicita: introdotta dal che (+ indicativo, congiuntivo, condizionale)
Può essere implicita: introdotto dal di (+ infinito)

Per distinguere una subordinata soggettiva, basta verificare che la proposizione principale non abbia soggetto e abbia un verbo personale (si dice, è necessario, sembra).

Per distinguere una soggettiva da un’oggettiva devo guardare la principale
Se questa non ha soggetto (neanche sottointeso) e ha un verbo impersonale (transitivo o intransitivo) la subordinata sarà soggettiva
Se la principale ha soggetto (anche sottointeso) e ha un verbo transitivo la subordinata sarà oggettiva.

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