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PROPOSIZIONI

SOGGETTIVE:
si tratta di proposizioni dipendenti o secondarie che, come dice il termine, fanno da soggetto all’azione della principale; esse sono introdotte da:
1. verbi impersonali quali sembrare e parere
2. gli aggettivi noto, certo, probabile, sicuro, ecc… seguiti dalla congiunzione “che”
3. si dice, si afferma, con si funzione passivante

esempi:
1. Pare che Maria sia ammalata.
Pare che Alberto sia molto ricco.
Sembra che Antonio non sappia la lezione.
Sembra che oggi piova.

2. E’ sicuro che Mario sia un ragazzo intelligente.
E’ probabile che domani piova/pioverà.
E’ noto che tu sei un ragazzo educato.
E’ probabile che domani esca con i miei amici.
E’ noto che quella sia una persona ricercata.

3. Si dice che Mario sia un ragazzo buono.

Si afferma che Antonio sia un campione di calcio.
Si dice che quella sia una persona educata.
Si afferma che Lucca è piena di opere d’arte.

OGGETTIVE:
La proposizione oggettiva è una proposizione dipendente che fa da oggetto all’azione del verbo espressa nella principale. Di solito il verbo della principale o reggente indica pensiero, giudizio o affermazione.

Esempi:
1. Penso che Antonio sia un campione di football.
2. Gli alunni dicono che il professore è nervoso.
3. Di solito Sara dice/debba che ogni giorno deve studiare.
4. Il Telegiornale ha affermato che nel meridione è giunta un’ondata di caldo.
5. Penso che tu sia una persona maleducata.
6. Di solito il sabato esco con i miei amici.

CAUSALI:
si tratta di proposizioni subordinate nelle quali l’azione esprime la causa per cui l’azione della principale ne determina la causa stessa.
esempi:
1. Non vengo da te perché sono impegnato.

Come si può vedere la proposizione è introdotta da perché, poiché, in quanto, dal momento che. In questo caso ad introdurre la proposizione esplicita è una determinazione causale, ma se la proposizione è implicita, l’azione verbale può essere al gerundio o al participio passato.

esempi:
1. Essendo stato a Parigi, ho deciso di visitare il Louvre.
2. Saputa la notizia dell’incidente, mi sono recato in ospedale.
3. Avendo studiato tutto il giorno, a sera ho guardato la televisione.
4. Essendo un ragazzo educato, saluto chiunque incontro.

5. Essendo stato a Roma, ho deciso di visitare il Colosseo. (implicita)
6. Saputa la cattiva notizia dell’accaduto, mi sono affrettato per andarlo a trovare. (implicita)
7. Mi sono ammalato perché ho preso una frescata. (esplicita)
8. Dal momento che sono andato in Campania, ho fatto una sosta a Gaeta. (esplicita)


FINALI:
si tratta di proposizioni dipendenti che evidenziano il fine, lo scopo per cui avviene l’azione nella principale; esse rispondono alla domanda per qual fine? per quale scopo?.
esempi:
1. Oggi studio tutto il pomeriggio per avere un buon voto. (implicita)
2. Ti riprendo affinché tu ti impegni di più. (esplicita)

Nella esplicita (frase 2) il verbo compare al congiuntivo introdotto dalle congiunzioni perché, affinché, sempre però con valore finale.
La proposizione implicita (frase 1) è introdotta dalle preposizioni a, per, …, seguite dal verbo all’infinito.
esempi:
1. Vengo da te a studiare la lezione. (implicita)
2. Sono stato gentile per avere le simpatie dell’assemblea. (implicita)
3. Oggi andrò a Lucca a comprare una giacca nuova. (implicita)
4. Mario chiede a Maria di essere gentile con lui. (implicita)
5. Antonio grida verso i compagni affinché lo ascoltino con maggiore attenzione. (esplicita)


TEMPORALI:
si tratta di una proposizione subordinata dipendente nella quale si indica il tempo, la circostanza, l’occasione, per cui si determina l’azione verbale espressa nella principale; risponde alla domanda quando?, in quale occasione?, in quale circostanza?

esempi:
1. Quando nevicherà, andrò in montagna.
2. Allor quando saremo tutti insieme, partiremo per una gita.

3. Ti telefono mentre ascolto un disco.
4. Ti telefono prima di ascoltare un disco.
5. Prima che io parta, controllo i bagagli. (esplicita)
6. Prima di partire, controllo i bagagli. (implicita)
7. Quando mi telefoni sono felice. (esplicita)
8. Telefonandomi, mi farai felice. (implicita)
9. Avendomi telefonato, sono felice. (CAUSALE!!)


CONCESSIVE:
si tratta di proposizioni dipendenti (o secondarie) che presentano un’azione verbale che in qualche modo si presenta come una concessione, un’ammissione, affinché si svolga l’azione espressa dal verbo della principale. Esplicitamente si presta con benché, ammettiamo che, ammettendo che,… e il verbo al congiuntivo. Nella forma implicita il verbo di solito al gerundio, è preceduto dalla congiunzione pur, pure,….

esempi:
1. Benché tu sia un bravo ragazzo, oggi non hai studiato. (esplicita)
2. Anche se andrete al mare, oggi pioverà. (esplicita)
3. Benché sappiate la lezione, oggi non prenderete un buon voto. (esplicita)
4. Pur sapendo di essere ben vestiti, non vi siete recati al quel galà televisivo. (implicita)
5. Quantunque abbiate del danaro oggi è bene non spendere. (esplicita)
6. Pur avendo del denaro, oggi è bene non spendere. (implicita)
7. Ammettendo che siate intelligenti, oggi non avete ben risposto all’interrogazione. (esplicita)
8. Concediamo che Maria sia una brava ragazza. (esplicita)
9. Pur ammettendo che Maria sia una brava ragazza, oggi non si è comportata seriamente. (esplicita)
10. Anche se abbiamo atteso per molto tempo, la concessione edilizia non è arrivata. (esplicita)
11. Benché tu abbia aspettato, non siamo arrivati. (esplicita)

12. Pur avendo molte doti, tu non sai applicarle seriamente. (implicita)
13. Pur sapendo molto, non sai rispondere a questa domanda. (implicita)

INTERROGATIVE INDIRETTE:
Si tratta di un tipo di proposizione secondaria dipendente che indica la questione, la domanda posta dal verbo della proposizione principale-reggente; si definisce indiretta in quanto la domanda non è posta direttamente, ma risulta, appunto, indiretta.
I verbi presenti nella proposizione principale che la introducono sono chiedere,domandare, porre la domanda... .
Solitamente il verbo compare al congiuntivo.

La principale è, ad esempio, “ti chiedo”.

esempi:
1. Ti domando che cosa tu faccia questo pomeriggio.
2. Ti chiedo di scrivere di scrivere una lettera a tua sorella per farle conoscere le tue volontà.
3. Ti chiedo quale tipo di studio intraprenderai dopo la scuola superiore.
4. Mario pone ad Antonio l’interrogativo di che cosa faccia nelle vacanze estive.
5. Essi chiedono al gruppo che cosa abbia intenzione di fare.
6. Noi ragazzi sempre chiediamo agli insegnanti quale compito ci daranno.

DUBITATIVE:
si tratta di proposizioni dipendenti introdotte dal verbo nella principale che indica dubbio, incertezza.
Solitamente, vengono introdotto dalla congiunzione se.

esempi:
1. Non so che cosa oggi tu faccia.
2. Ho il dubbio che voi studiate ogni giorno.
3. Sono incerto che in questa scuola ciascuno faccia il proprio dovere.
4. Mario ha espresso il dubbio che domani la Juve vincerà.

MODALI:
le proposizioni modali indicano il modo con cui si svolge un evento o in cui viene eseguita un’azione, indicati nella reggente. Risponde alla domanda in che modo?. Esplicitamente, sono introdotte dalle congiunzioni come, come se, quasi che, comunque. Solitamente il verbo è all’indicativo e viene usato al congiuntivo quando si indica un evento soltanto possibile od irreale.

Implicitamente, si impiega il gerundio.
La modale svolge funzioni simili al complemento di modo

esempi:
1. Prepara la tavola come ti ho spiegato.
2. l’auto entrò nel parcheggio suonando rumorosamente.
3. comportati come ti sembra più opportuno.

CONDIZIONALI:
le subordinate condizionali indicano la condizione o l’ipotesi determinate dal verbo espresso nella proposizione principale.

esempi:
1. Se ci fosse stato il treno, sarei arrivato nella mattinata.
2. Se tu avessi cambiato idea, io sarei stato d’accordo.
3. Qualora tu fossi andato al mare, io ti avrei raggiunto.
4. Purché tu cambi idea, io ti seguirò.
5. Nel caso in cui tu abbia studiato, io ti darò un bel voto.
6. A patto che tu abbia studiato, io ti darò un bel voto.
7. Ammesso che tutti abbiate fatto il compito, sarete promossi.

CONSECUTIVE:
si tratta di proposizioni dipendenti che indicano la conseguenza di un’azione espressa nella proposizione principale, nella forma esplicita è introdotta dall’espressione tanto che, cosicché.
Esiste anche in modo implicito ed in questo caso il verbo è all’infinito preceduto solitamente dalla preposizione da.

esempi:
1. Mario è così alto da stupire tutti.
2. Questo orologio è così bello da attrarre l’attenzione di tutti i presenti.
3. Mario è così alto che arriva al soffitto.
4. Questa scuola è così moderna che tutti la invidiano.
5. Mario è così intelligente che stupisce tutti.
6. Questa squadra è così forte che vincerà il campionato.

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