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Gli ausiliari dei verbi possono dare qualche volta delle piccole incertezze. Come fare a non sbagliare? Ecco qualche regola e consiglio per non cadere nella ''tentazione del dubbio'':

L'ausiliare avere si usa
- con i tempi composti dei verbi transitivi (e cioè quelli che rispondono alla domanda ''che cosa?''). Es. Ho mangiato
- con alcuni verbi intransitivi (e cioè che non rispondono alla domanda ''che cosa?'' e che, pur non rispondendovi, hanno un senso compiuto e non necessitano di altre parti della frase per essere completi). Es. Ho parlato.
Ecco una breve lista di altri verbi intransitivi che usano l'ausiliare avere: abusare di, accennare a, acclamare, accondiscendere, acconsentire, aderire a, agire, alludere a, ambire, ammiccare a, approfittare di, bussare a, camminare, cenare, chiacchierare, esitare (a fare), litigare con, mentire a, nuocere a, nuotare, provvedere a, reagire a, ridere di, rinunciare a, scherzare, telefonare, tossire, tremare, ubbidire a, viaggiare.

L'ausiliare essere si usa
- con i tempi composti di molti verbi intransitivi. Es. Sono partiti
- con i verbi riflessivi. Es mi sono lavato
- con verbi impersonali. Es si è lavorato sodo
- con tutti i tempi della coniugazione passiva

Dovere, potere, volere

Sono i famosi verbi servili: servono, cioè, a reggere l'infinito di un altro verbo. Generalmente il servile prende l'ausiliare del verbo che ''serve''. es. potere + fare: ho potuto farlo. Potere, in questo caso, prende l'ausiliare che andrebbe con il verbo fare, e cioè avere.
(questo articolo è stato tratta da Dubidoo.it)

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