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Il turismo e le sue tipologie


Il turismo montano

Il turismo montano ricomincia dopo il 1200, grazie alla ripresa degli scambi commerciali tra l’Italia e il Centro Europa. Il riscatto definitivo avvenne, però, nel 1700: l’interesse per la montagna aumentò e l’alpinismo aprì la strada al turismo montano; dal 1760 al 1865 gli inglesi furono protagonisti delle varie conquiste, tra cui il Monte Bianco e il Cervino. È quindi grazie agli inglesi che la montagna raggiunse il suo successo.
Le prime strutture ricettive per gli scalatori nacquero a Chamonix, in Francia, ma tali strutture erano rivolte a una forma di turismo elitario; presto, però, furono seguite dai villaggi ai piedi delle Alpi Svizzere, che ebbero un successo maggiore, riuscendo ad attirare un turismo più vario. Gli albergatori svizzeri predisposero le necessarie strutture per accogliere una clientela ricca ed esigente; il primo paese in cui si affermò il turismo montano fu, quindi, la Svizzera.

In Italia, le Alpi furono interessate dal ‘900 da un turismo elitario, rivolto per lo più ad alpinisti; con lo sviluppo del turismo di massa, la vacanza in montagna da monostagionale diventò bistagionale, con flussi turistici sia invernali sia estivi; le Alpi si aggiudicano circa il 90% delle presenze registrate nelle località montane di “interesse turistico” e conta di una presenza annua di turisti pari al 30% circa del totale nazionale.
Il fatto che il turista richiedeva una sempre maggiore varietà di strutture ricettive e di attrezzature determinò un impatto ambientale.
In Europa, il turismo montano riguarda soprattutto la regione alpina che interessa la Francia, la Svizzera, l’Italia, l’Austria, la Slovenia e la Germania e poi i Pirenei, i Carpazi, o i Tatra.
Il Club Alpino Italiano nacque da un’idea che Quintino Sella ebbe durante l’ascensione del Monviso nell’agosto del 1863; Sella pensò di costituire un’associazione nazionale che promuovesse la pratica dell’alpinismo, la conoscenza delle montagne italiane e la difesa del loro ambiente, così, il 23 ottobre dello stesso anno fu istituito a Torino il CAI, che oggi conta 317812 iscritti.

Il turismo balneare


Il turismo balneare rappresenta attualmente una delle forme più importanti di turismo praticate nel mondo. La sua affermazione è recente: iniziata in Europa presso le classi sociali più elevate e limitata quasi esclusivamente all’area mediterranea, questa pratica turistica si è diffusa, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, ai ceti più popolari e ha coinvolto altre regioni del mondo; le più importanti sono: le regioni costiere meridionali degli Stati Uniti, l’area continentale e insulare caraibica,parte delle coste del Sud est asiatico, la costa che si affaccia sul Mar Rosso, alcuni litoranei africani, buona parte della costa orientale australiana e infinite isole del Pacifico.
Originariamente la stagione dedicata al turismo marittimo fu, fino al periodo compreso tra le due guerre mondiali, quella invernale, poiché in quell’epoca i bagni estivi non erano di moda e per l’alta società non era conveniente mostrarsi in pubblico con la pelle abbronzata; dopo la seconda guerra mondiale, invece, la stagione del turismo balneare diventò l’estate, proprio per l’affermarsi della moda dell’abbronzatura e dei bagni di mare.
Con la sua trasformazione in fenomeno di massa il turismo ha invaso le riviere più belle ed accoglienti; in Italia: Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. In alcuni casi aree completamente prive di insediamenti sono attrezzate per valorizzare al massimo le risorse naturali esistenti, come ad esempio la Costa Smeralda.
Oltre agli elementi ambientali, in alcuni luoghi balneari, come la riviera romagnola e le isole di Ibiza e Mikonos, si aggiungono servizi di divertimento con discoteche e locali di intrattenimento di vario genere.
Gli elementi comuni e caratterizzanti nel turismo balneare sono quindi due: lo scopo e il periodo.
È infatti la ricerca di svago, di divertimento e di riposo che spinge le persone sulle coste, in particolare nel periodo di luglio e agosto.

Il turismo di crociera e nautico


Il turismo nautico riguarda imbarcazioni da diporto di vario che consentono la navigazione d’altomare e il pernottamento.
Il turismo navale utilizza invece grandi navi-passeggeri e da crociera, anche ai fini di congressi, viaggi incentive e pellegrinaggi.
La crociera è un esempio tipico di vacanza organizzata che permette di visitare molte località e di coglierne il folclore e la cultura; le navi moderne permettono di viaggiare comodamente e un trattamento da Grand Hotel: le cabine, paragonabili a camere d’albergo, sono dotate di ogni comfort e, si ha la possibilità di praticare molto sport utilizzano le strutture e i le attrezzature di cui la nave dispone.
Al divertimento a bordo, si aggiunge la possibilità di svolgere escursioni quando si approda in un porto (la sosta dura generalmente 8-10 ore o un’intera giornata).
Accanto alle classiche crociere per mare, si stanno sempre più diffondendo i viaggi in barca, in canoa o in house boat nei laghi o lungo i fiumi, ad esempio il Po, il Rodano, il Reno, il Danubio (turismo estremo, avventuroso).
Sono comunque le rotte marine che attirano il maggior numero di crocieristi e il Mediterraneo è sempre più al centro dell’attenzione; Barcellona è il principale porto di sbarco e imbarco, seguito da Civitavecchia e Venezia.

Il turismo culturale


Il turismo culturale può divenire veicolo di divulgazione della cultura e, allo stesso tempo, può servirsi delle risorse culturali per affermarsi e progredire.
Il termine cultura però deve essere inteso anche come insieme delle manifestazioni etnoantropologiche di un popolo, quali il folclore, l’artigianato, gli usi e i costumi > etnoturismo.
Il continente maggiormente interessato a questo tipo di turismo è quello europeo, dove spiccano le grandi e storiche capitali, come Parigi, Londra, Praga, Berlino, Mosca, Amsterdam, Vienna.
Secondo quanto affermato dall’Unesco più del 60% del patrimonio artistico, archeologico e culturale del mondo intero si trova in Italia (Roma-Venezia-Milano-Firenze). Milioni di turisti ogni anno si recano quindi nelle più importanti città italiane; in particolare per i centri d’arte si possono evidenziare diverse tipologie di turisti. Quindi il turismo culturale rappresenta in Italia un punto di forza che al meglio ha retto la concorrenza dei vicini Paesi europei, anche se, ciò determina nei periodi di maggior afflusso turistico, un carico eccessivo di infrastrutture, sul bene culturale e sull’ambiente fisico e naturale (spesa dei turisti stranieri in Italia: Stati Uniti-Germania-Regno Unito).
Per quanto riguarda il sistema della ricettività, nelle località di turismo culturale sono gli alberghi a essere scelti di preferenza, ma stanno crescendo anche i bed and breakfast e gli istituti religiosi.

Il turismo enogastronomico


Il turismo enogastronomico rappresenta uno degli aspetti più significativi della cultura di un popolo, cioè la sua tradizione culinaria. Esistono nel mondo grandi tradizioni gastronomiche, come quella francese, cinese, italiana, indiana, che sono espressione di un processo storico ed economico, di un certo ambiente e clima, di un particolare rapporto, che si sviluppato nel corso dei secoli, con l’agricoltura e l’allevamento.
In Italia esiste una produzione assai ricca e varia propria delle cucine regionali; la maggior parte di questo movimento di visitatori è caratterizzato da forme di escursionismo, cioè da gite in prossimità del luogo di residenza, che si svolgono con familiari e amici; il momento qualificante di queste gite è normalmente il pranzo. Esiste però anche un vero e proprio fenomeno turistico che prevede itinerari studiati appositamente con pernottamenti e soste in particolari ristoranti, zone, manifestazioni, ecc.

Il turismo religioso


Il turismo religioso era già presente nei popoli delle civiltà più antiche: i pellegrinaggi ai santuari degli Dei, ecc.. Nel Medioevo i soli a muoversi erano i pellegrini spinti dalla fede, e l’esercizio dell’ospitalità era assunto dagli ordini religiosi nelle abbazie, nei conventi e nei monasteri (le principali mete di pellegrinaggio erano Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela). Migliorato il livello di vita materiale e culturale, agli inizi dell’XI secolo, i pellegrinaggi furono volti a soddisfare anche un interesse intellettuale (pellegrinaggi per la Via Romea: da Canterbury a Roma; pellegrinaggi verso La Mecca e Medina).
Nel Rinascimento diminuirono i pellegrinaggi religiosi, soprattutto nei paesi toccati dalla Riforma Protestante.
A seguito della Rivoluzione Industriale, dell’invenzione e dello sviluppo dei mezzi di trasporto e dell’aumento del benessere sociale, sempre più gente si mise a viaggiare per motivi religiosi, culturali o di svago.
Il viaggio religioso di un tempo rappresenta, perciò, un precedente storico nei confronti del moderno turismo religioso, il quale risente però delle nuove condizioni della cristianità; oggi i viaggi dei pellegrini sono, per la maggior parte dei casi, allestiti da organizzazioni religiose o da operatori turistici specializzati, gli spostamenti avvengono per lo più in pullman e i soggiorni in alberghi di categorie differenti o in strutture religiose.
Le regioni con il numero maggiore di complessi monastici sono nell’Italia Centrale.

Il turismo congressuale


Il turismo congressuale si ha quando il motivo del viaggio è dato principalmente dalla partecipazione a congressi, riunioni, assemblee e simposi, finalizzata all’ampliamento delle proprie conoscenze nel settore professionale. Il turismo congressuale implica l’esistenza di apposite strutture come i palazzi dei congressi, dotati di auditori e sale riunioni.
L’aspetto interessante di questa forma di turismo è l’utilizzo delle strutture ricettive nei periodi di bassa stagione, cioè quando sono meno utilizzate e le tariffe sono più convenienti. Secondo le stime dell’ICCA, il mese in cui si svolgono più congressi internazionali è settembre; è una tipologia di turismo che si è sviluppata maggiormente nelle grandi città dei paesi industrializzati, grazie a: un buon livello di accessibilità, la presenza di strutture ricettive e di centri di studio e ricerca, frequenti eventi legati alla produttività del luogo (Vienna, Parigi, Barcellona e Berlino).
In Italia, accanto alle grandi città come Roma e Milano, trovano spazio località minori come Stresa e Foligno, che sono in grado di offrire i servizi fondamentali richiesti e sono abbastanza vicine a importanti nodi di comunicazione, ma anche in grado di proporre la tranquillità propria delle aree meno centrali.
La maggior parte delle sedi congressuali italiane si trovano nell’area Centro-settentrionale, in particolare in Lombardia e Toscana.

Il turismo termale e del benessere


Il turismo termale è il fenomeno turistico legato alla fruizione di acque sorgenti, vapori e fanghi che possiedono proprietà curative per i più disparati bisogni.
L’Italia è uno dei Paesi al mondo con il maggiore numero di centri termali a causa della diffusa attività di vulcanesimo secondario; la maggior diffusione si registra nelle aree montane, soprattutto nell’Appennino.
Le origini del termalismo sono remote, si ha notizia infatti che i Greci già ne avessero scoperto le proprietà, anche se i più grandi estimatori dell’antichità furono i Romani; durante il Medioevo i centri termali caddero in disuso e vennero abbandonati. La riapertura dei centri termali avvenne a partire dal Duecento con la ripresa della vita nelle città italiane e si verificò una sua ulteriore valorizzazione nel Settecento. Il turismo termale in senso moderno debutta nel secolo scorso come fenomeno d’elite.
In Italia l’utenza è composta prevalentemente da persone anziane o bisognose di cure e ha ricevuto un ulteriore impulso da quando il Sistema Sanitario nazionale ha incluso questo tipo di terapie fra quelle che vengono rimborsate dallo Stato.
In questi ultimi anni si va delineando un nuovo filone turistico legato al welness e al fitness e consiste, nel soggiorno presso centri specializzati sia in pratiche per la cura del corpo in termini di salute sia in trattamenti estetici.

Il turismo scolastico


Attualmente in Italia il numero complessivo degli studenti si aggira intorno agli 8.000 e si può immaginare quali dimensioni abbia assunto il turismo scolastico. In questo movimento sono comprese le uscite didattiche di un giorno (escursioni) e i soggiorni più lunghi; il periodo di maggiore intensità è quello compreso fra marzo e maggio e il flusso è indirizzato prevalentemente verso località significative dal punto di vista culturale e naturale, località estere, montane o aziende; le strutture ricettive interessate a questo movimento sono di livello medio e il prezzo dell’offerta alberghiera è di norma vantaggioso, poiché i viaggi si compiono in bassa stagione; i mezzi di trasporto più utilizzati sono gli autobus e i treni e per le lunghe distanze gli aerei; le mete più frequentate in Italia sono le grandi città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, i grandi parchi, ma anche piccoli centri alpini piuttosto che località balneari.

Il turismo d’affari


Il turismo d’affari è rappresentato dallo spostamento di persone dal luogo di residenza per motivi d’affari o per lavoro. I settori in cui si manifesta maggiormente questa tipologia di turismo sono:
- il commercio;
- la consulenza;
- la tecnologia;
- il settore direzionale.
In Italia e nel mondo esistono diversi centri di affari la cui azione si esplica:
- su aree ristrette (tutti i capoluoghi di provincia e le città di una certa importanza);
- su scala nazionale, come nel caso di molte città che registrano movimenti di turisti provenienti da tutti gli angoli del Paese;
- su scala internazionale e continentale, nel caso delle grandi città del mondo, che per varie ragioni, rappresentano un punto di riferimento per tutti gli uomini del pianeta (in Italia è Milano).
Le ragioni dello sviluppo di questi centri piuttosto che di altri sono da ricercare nella presenza di quegli elementi che sono indispensabili per l’esistenza del turismo d’affari; fra questi sono:
- un buon livello d’accessibilità;
- luoghi adeguati per gli incontri;
- una struttura ricettiva efficiente e di alto livello qualitativo;
- una rete di servizi efficiente;
- una valida rete di comunicazioni;
- strutture complementari soddisfacenti;
- un contesto gradevole.

Il turismo naturalistico e l’ecoturismo


Il turismo naturalistico e dell’ecoturismo ha l’obbiettivo di riavvicinare l’uomo alla natura e ha uno sviluppo recente: nell’Ottocento, di fronte al diffondersi dell’industrializzazione, il Romanticismo ipotizzò un habitat naturale in cui l’uomo, senza alcun obbligo, avrebbe espresso le sue capacità e le sue potenzialità nel modo migliore. Anche oggi i turisti sono sempre più alla ricerca di parti della superficie terrestre dove la presenza umana è sconosciuta e quindi è possibile trovare un ambiente incontaminato dalla presenza dell’uomo.
Oggi le proposte di viaggio che hanno maggiore successo sono escursioni in grotte profonde, su alte vette, su vulcani attivi, su ghiacciai, ecc (il Cervino, il Fujiama, le Cascate del Niagara, il Grand Canyon, nonché molti parchi naturali).
Nel 2002 con la Dichiarazione di Quebec è stata coniata una nuova definizione di ecoturismo che incorpora anche gli aspetti legati al rispetto della comunità locale e al suo sviluppo economico, oltre alla soddisfazione del turista.
Rivestono particolarmente importanza i bed and breakfast e gli agriturismi che consentono una maggiore integrazione con la comunità ospitante e un migliore contatto con la realtà naturale.

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