caro91 di caro91
Bannato 0 punti

Laurasia e Gondwana

200 milioni di anni fa, la Pangea cominciò a dividersi in una parte settentrionale, chiamata Laurasia, e in una parte meridionale, chiamata Gondwana. Laurasia comprendeva le terre che oggi sono suddivise tra Nord America, Europa e Asia, mentre Gondwana comprendeva l’America meridionale, l'Africa, l'India, l'Australia e l'Antartide. Laurasia e Gondwana erano separati da un oceano chiamato Tetide.
I continenti così come li conosciamo oggi cominciarono a delinearsi circa 100 milioni di anni fa; già 40 milioni di anni fa avevano ormai un aspetto molto simile a quello attuale.

La crosta terrestre e le placche

Tutti questi movimenti che hanno interessato i continenti in passato (e che tuttora avvengono, seppure a velocità impercettibile) non riguardano soltanto le terre emerse, ma anche i mari e gli oceani; in pratica, riguardano tutta la superficie terrestre. La crosta terrestre, infatti, non è un blocco unico e uniforme, ma un puzzle di sette grandi pezzi, detti zolle o placche, e di altri pezzi più piccoli; alcune sono zolle oceaniche, altre sono zolle continentali, oppure zolle miste.

Le zolle non sono immobili, ma in lentissimo movimento l’una rispetto all’altra. Ciò che le muove è il flusso di rocce fuse del mantello sottostante: sotto la crosta terrestre, infatti, il materiale roccioso non è freddo e duro come in superficie, ma rovente e fluido, tanto da scorrere di continuo. I flussi e le correnti di questo materiale roccioso sotterraneo “trascinano” le zolle soprastanti della crosta terrestre. Lo studio del modo in cui le zolle si muovono si chiama tettonica a placche.

Un gran movimento

Sebbene le zolle si muovano soltanto di pochi centimetri all’anno, nel giro di milioni di anni questo movimento produce grandi effetti sulla superficie della Terra.
In questo momento, le due zolle che trasportano il Nord America e l’Europa si stanno lentamente allontanando. Ogni anno, quindi, l’Oceano Atlantico diventa 2-3 centimetri più grande, perché una crepa si sta aprendo lentamente tra le due zolle. Via via che la spaccatura si allarga, emerge sul fondo dell’Oceano Atlantico del materiale roccioso caldo e liquido dal mantello sottostante. Questa roccia liquida solidifica e riempie la crepa tra le due placche, cosicché sotto l’Atlantico si va formando una nuova striscia di crosta, chiamata Dorsale medio-oceanica.

Zolle che si scontrano

Quando una zolla che trasporta un oceano si scontra con una zolla che trasporta un continente, la prima, che è fatta di materiale più pesante, sprofonda sotto la seconda, andando a finire tra le rocce ribollenti del mantello. Mentre affonda, la zolla oceanica si scioglie, divenendo parte del magma. Ciò avviene, ad esempio, nell’Oceano Pacifico, in fondo al quale c’è la linea di contatto tra due zolle in collisione. Il risultato di questo scontro è che il Pacifico si sta a poco a poco riducendo. Nel frattempo, però, l’Oceano Atlantico si sta allargando, quindi le dimensioni complessive della crosta terrestre restano sempre le stesse!

Orogenesi: la formazione delle catene montuose

Quando a scontrarsi non sono una zolla continentale e una oceanica, ma due zolle continentali, cioè due zolle che trasportano entrambe terre emerse, il risultato è la formazione di una catena montuosa. La catena montuosa più alta del mondo, l’Himalaya, iniziò a sollevarsi proprio quando la placca indiana si scontrò contro quella asiatica, milioni di anni fa. Tuttora la zolla indiana preme contro quella asiatica, e quindi la catena dell’Himalaya è destinata a diventare ancora più alta. Anche le Alpi, le Ande e le Montagne Rocciose si sono formate in questo stesso modo.

Faglie e terremoti

Abbiamo parlato di zolle che si scontrano e di zolle che si allontanano; restano le zolle che scorrono l’una rispetto all’altra, lungo la comune linea di contatto. Quando due zolle scorrono l’una rispetto all’altra, formano profonde crepe nella crosta terrestre, chiamate faglie. A volte, nel movimento, una zolla si incastra nell’altra e il movimento ne risulta impedito; il mantello sottostante, però, continua a scorrere e cerca di trascinare le zolle soprastanti: la pressione che si crea in questi casi può essere così alta da piegare gli strati di rocce. Quando finalmente le zolle si liberano e scorrono via, la terra soprastante trema: si produce così un terremoto. La faglia di San Andreas in California, negli Stati Uniti, che segna la linea di confine tra il Pacifico e la placca nord-americana, è spesso interessata da terremoti, in genere violenti.

I vulcani

Oltre ai terremoti, le eruzioni vulcaniche sono altri fenomeni che accompagnano i movimenti delle zolle tettoniche. Ci sono circa 500 vulcani attivi nel mondo, tutti situati lungo le faglie della crosta terrestre. Di solito si tratta dei punti in cui le zolle si scontrano o si separano. Eruzioni vulcaniche e terremoti si verificano nelle stesse aree, ma in genere “si controllano” gli uni con gli altri: i peggiori terremoti si verificano infatti dove non ci sono vulcani, forse perché questi, facendo uscire del materiale roccioso fluido in superficie (la lava), fanno diminuire la pressione delle rocce liquide e dei gas caldi del mantello della Terra.

Registrati via email