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Per circa due secoli i geologi hanno elaborato teorie diverse per spiegare fenomeni come il vulcanesimo, i terremoti e l'orogenesi, ma nessuno ha elaborato una teoria globale che li potesse spiegare tutti. 0ggi la teoria della tettonica a placche (dal greco nekton = "costruttore" o dal latino "tegere" = rivestire) secondo cui la crosta terrestre non copre in modo uniforme tutto il globo, ma è suddivisa in blocchi rigidi, chiamate zolle o placche, trasportati in un continuo sia pur lentissimo movimento, permette di motivare tali fenomeni utilizzando un unico modello. Essa spiega che l'attività sismica e quella vulcanica sono localizzate lungo i margini della placca. I terremoti con ipocentro poco profondo sono localizzati in corrispondenza delle dorsali e delle faglie, quelle con ipocentro profondo sono invece tipici delle zone di subduzione. Le placche principali sono sette e prendono il nome dai rispettivi continenti e dagli oceani che sorreggono:
- la placca nord-americana comprendente l'America del nord e metà dell'Atlantico settentrionale;

- la placca sud-americana comprendente l'America del sud e metà dell'Atlantico meridionale;
- la placca eurasiatica comprendente l'Europa e quasi tutta l'Asia con una parte di oceano Atlantico Atlantico e oceano Pacifico;
- la placca africana comprendente tutta l'Africa, una parte di Atlantico meridionale e una parte di oceano Indiano;
- la placca pacifica (senza continenti) solamente oceanica;
- la placca Indo-australiana comprendente l'india, l'Australia, parte degli oceani Indiano e Pacifico;
- la placca antartica comprendente l'Antartide e le parti di oceano intorno. Nel Mediterraneo placche di minore importanza sono quella adriatica e quella turca.

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