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Il territorio della Russia

Rilievi e pianure
Gran parte del territorio russo è formato da estesi bassipiani; questi predominano nella zone che va dal confine occidentale della Russia fino al fiume Jenisej; a est invece sono presenti altipiani e catene montuose. Si possono distinguere due zone nettamente delimitate dalla lunga catena dei monti Urali: la zona europea e quella asiatica.

La pianura russa
Nella zona europea si trova la Pianura Russa, che si prolunga a ovest fino alle regioni baltiche, in Bielorussia, Polonia e Ucraina. Essa è contornata dai Carpazi, dai monti della Crimea e dal Caucaso, dove si trovano i rilievi più imponenti e s’innalza la vetta dell’Ebrus (5642 m), la più elevata di tutta la Russia. La Pianura Russa presenta modesti rilievi collinari, alti 300-400 m, con ondulazioni caratterizzate da bruschi saliscendi che hanno dato origine all’espressione “montagne russe”. Nella parte sud orientale la Pianura Russa è costituita dalle cosiddette “terre nere”, ricche uno strato di humus, perciò particolarmente fertili e ottime per la coltivazioni di cereali. A est, infine, si eleva la catena degli Urali, che ricchissimi di minerali, hanno vette arrotondate e poco elevate (quota massima 1894 m) e perciò facilmente valicabili. Nella zona europea sono presenti anche depressioni, come quella della regione del mar Caspio, che scende a 132 m sotto il livello del mare.

Pianura della Siberia occidentale
Dagli Urali fino al fiume Jenisej si estende la Pianura della Siberia occidentale, la più vasta del mondo, perfettamente piatta, percorsa dal grande fiume Ob, abbastanza popolata e fertile nella parte meridionale, ma sempre più inabitabile per il gelo e gli acquitrini man mano che si procede verso nord. A est del fiume Jenisej aumenta l’altitudine: s’incontra dapprima il grande altopiano della Siberia centrale, che ha una quota media intorno ai 600 m e si estende fino al fiume Lena. Oltre questo fiume s’incontrano catene montuose con quote che superano i 2000-3000 m. Nella penisola della Kamčatka, nell’isola di Skhalin e nelle isole Curili sono frequenti i fenomeni sismici e sono presenti numerosi vulcani, alcuni dei quali attivi. Nella penisola di Kamčatka si eleva il vulcano Ključi (4750 m).

Idrografia
La Russia è percorsa da numerosi fiumi e alcuni di essi sono fra i più lunghi del nostro pianeta. In generale sono ricchi di acque, hanno un regime regolare e scorrono lenti data la scarsa pendenza del territorio; rappresentano una preziose rete navigabile naturale, un’importante fonte di energia elettrica e di acque per l’irrigazione, e sono in generale assai pescosi. I fiumi russi vanno soggetti a un periodo più o meno lungo di congelamento: per esempio il corso medio del Volga è bloccato dai ghiacci per cinque mesi, e l’Ob, fiume siberiano, per oltre sette mesi.

Europa
I fiumi nascono dalle alture centrali e si diramano con andamento centrifugo verso il mar Glaciale Artico, il mar Baltico, il mar Nero e il mar Caspio. Il maggiore è il Volga (3531 km), il più famoso e importante tra i fiumi russi, simbolo nazionale. Esso nasce dal Rialto del Valdaj a soli 270 m di quota, perciò le sue acque si avviano verso il mar Caspio, in cui sfocia, a una velocità molto bassa: 3-4 km all’ora. Un altro fiume importante che scorre in direzione sud è il Don (1870 km). Pure verso sud, ma nato dagli Urali, si dirige il fiume Ural (2428 km).

Asia
II fiumi, lunghissimi, come l’Ob-Irtyš (5410 km), lo Jenisej (4092 km), il Lena (4400 km) e il Kolyma (2600 km), scendono dalle grandi catene montuose delle aree meridionali e si dirigono a nord verso il mar Glaciale Artico. Fa eccezione l’Amur (2750 km), che si dirige verso est, sfociando verso l’oceano pacifico. Assai numerosi sono anche i laghi: la parte meridionale della Russia europea si affaccia a est sul mar Caspio che è il più grande lago del mondo (371000 km2) e ha acque salate. Altri laghi importanti sono, nella porzione europea, il Ladoga, il più grande lago d’Europa, e l’Onega, e in Siberia il lago Bajkal, il più profondo del mondo: 1741 m. Non mancano i laghi artificiali dovuti allo sbarramento del corso dei fiumi mediante dighe; se ne trovano lungo il Volga, lo Jenisej, l’Angara ecc.; il maggiore è il lago di Bratsk, formato da una diga lungo il fiume Angara, in Siberia.

Le coste
Lungo le migliaia di km di coste che si affacciano a nord, il mare è ghiacciato per gran parte dell’anno. Le coste sono molto frastagliate, segnate da profondi estuari dei fiumi, basse e sabbiose. Di fronte a esse si trovano numerose isole e arcipelaghi, pressoché disabitati, come la Nuova Zemlja, la Terra del Nord, le isole della Nuova Siberia e le isole di Wrangel. Le coste orientali, sull’oceano pacifico, sono rocciose e spesso alte sul mare. La penisola di Kamčatka, le isole Cuili e l’isola di Sakhalin formano una specie di mare interno: il mare di Okhotsk. Le coste del mar Caspio sono piatte e a volte paludose; quelle del mar Nero sono sabbiose, più rocciose al nord.

Il clima
Poiché i tre quarti del territorio sono posti a nord del 50° parallelo, su gran parte del Paese predomina un clima continentale freddo, caratterizzato da forti sbalzi di temperature medie invernali ed estive, brevi stagioni primaverili e autunnali, precipitazioni moderate e scarse. Gli inverni sono tanto più lunghi e freddi quanto più si procede da ovest verso est e nella Siberia orientale, dove gli inverni durano 8-10 mesi, si sono registrati i valori minimi assoluti dell’emisfero settentrionale: -68° a Oymyakon, il Polo Nord del freddo. Benché le precipitazioni nevose non sono abbondanti, la neve resta sul suolo per diversi mesi l’anno. Quasi la metà del territorio della Russia (oltre 10 milioni di km2) è occupato dal permafrost (merzlotà in russo), cioè dal suolo perennemente ghiacciato in profondità. Il suo spessore può superare i 1000 m e il disgelo estivo interessa solo uno strato superficiale di 2 m circa; su questo strato la vegetazione si sviluppa rapidamente, in corsa col tempo. La primavera sopraggiunge improvvisa ed è accompagnata dallo scioglimento delle nevi e dal disgelo dei fiumi che si ingrossano in modo impressionante: alcuni fiumi siberiani si allargano fino a 50 km. Per parecchie settimane il terreno si trasforma in un mare di fango e le strade non asfaltate diventano impraticabili. Nei fiumi siberiani, a causa del loro andamento sud-nord, all’arrivo della primavera e quindi del disgelo, la parte finale del corso ritarda a sgelarsi, poiché si trova a nord dove il clima è più freddo, e ostacola il regolare flusso delle acque, causando l’inondazione delle campagne. Le estati presentano temperature abbastanza elevate: in luglio Mosca ha una temperatura di media di +17°, Verhojansk in Siberia +13°C.

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