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Terreni di coltura

Si intende un substrato dove i batteri vengono fatti sviluppare in vitro ( cioè artificialmente, al di fuori del loro habitat naturale).
Perché ciò avvenga è necessario fornire loro le condizioni ottimali che sono:
temperatura, umidità, sostanze nutritive, ph.
I terreni di coltura si dividono in liquidi e solidi.
I terreni solidi sono quelli che presentano una sostanza geneficante , che si chiama agar, un carboidrato estratto da alghe rosse.
Questa sostanza presenta caratteristiche chimico-fisiche particolari, in quanto solidifica alla temperatura di 60°- 80°.
Un’altra sostanza solidificante è la gelatina che non viene molto usata in quanto diventa liquida ai 25°; essa viene ottenuta dal collageno, che è una proteina presente nei tessuti connettivi animali.
I terreni di coltura si dividono in 4 classi:
1) Terreni generici o di base, sono quelli che permettono lo sviluppo dei batteri.
2) Terreni arricchiti, sono quelli che permettono lo sviluppo dei batteri esigenti dal punto di vista nutrizionale, quindi al terreno sangue, estratto di lievito, siero, infusi di cuore e cervello, ecc…
3) Terreni selettivi sono quelli che permettono lo sviluppo di alcune specie batteriche inibendo lo sviluppo della specie batterica non interessata.
4) Terreni differenziali sono quelli che permettono di mettere in evidenza le attività biochimiche dei batteri.
Così la fermentazione dei carboidrati viene pestata aggiungendo al terreno lo zucchero in esame e un indicatore di ph; poiché l’utilizzo degli zuccheri produce sostanze acide relativo al cambiamento de colore del terreno di coltura, indica l’utilizzazione del carboidrato.
L’eventuale produzione di gas, durante l’utilizzazione dei carboidrati viene evidenziata nei terreni liquidi in provetta o all’ interno della quale si produce una piccola campanella rovesciante, il gas che si produce si raccoglie all’interno della campanella.
Nei terreni solidi in provetta seminate con infissione, lo sviluppo di gas produce caratteristiche di frammentazione nel corpo dell’agar.
Preparazione del terreno di coltura:
1) Pesare il terreno di coltura;
2) Sciogliere in acqua distillata il terreno;
3) Misurare la temperatura;
4) Chiudere la beuta con cotone idrofobo, carta da imballaggio e spago;
5) Sterilizzare il terreno di coltura in autoclave;
6) Distribuire in piastre il terreno di coltura;
7) Se la piastra non viene seminata, allora si conserva in frigo alla temperatura di 4°, al contrario viene conservata negli incubatori;

Tecniche di semina dei terreni solidi

1)Disseminazione in superficie: questo metodo permette di ottenere colonie distanziate e separate fra loro.
Ce ne sono due tipi: a zig-zag e a tripla ansata;
in quella a zig-zag, come dice la stessa parola si effettua un traiettoria a zig-zag con l’ansa sulla piastra. Questo metodo permette di ottenere più colonie batteriche rispetto alla tripla ansata che vedremo successivamente.
Nella tripla ansata si effettuano 3 righe parallele e si sterilizza l’ansa; sterilizzata l’ansa si riprende da dove si era lasciato senza prelevare più altro campione. È per questo motivo che le colonie batteriche che si sviluppano sono minori rispetto alla disseminazione a zig-zag.
2)Semina per inclusione: si preleva i ml di campione e lo si sparge sulla piastra facendo ruotare questa sia in senso orario che antiorario. Si avrà lo sviluppo di molti batteri su tutta la superficie.
3)Striscio su slant o a becco di clarino: lo slant è un grosso provettone con coperchio; in questo provettone c’è il terreno di coltura. Per seminarlo lo slant si inclina e si mette una striscia di campione solo sulla superficie del terreno. Rispetto alla piastra con lo slant è possibile seminare una superficie maggiore.
4)Per infissione: si preleva il campione con l’ago e lo si immette in un provettone(non slant!) senza però arrivare al fondo. I batteri si svilupperanno solo dove sarà passato l’ago.(Questo si può capire meglio con il disegno che mi auguro abbiate sul quaderno)
5) Per spatolamento: si prende una spatola che possiede una parte di cotone, a cui si attacca il campione e lo si sparge omogeneamente per tutto il terreno sulla piastra. Con questo metodo si occupa tutta la superficie della piastra quindi si svilupperanno molte colonie.

Incubazione in atmosfera controllata

1) Aerobi: se i batteri sono aerobi si sviluppano sulla superficie del terreno
2) Facoltativi: si sviluppano su tutta la superficie
3) Anaerobi: si sviluppano sul fondo
4) Microerofili: si sviluppano poco sotto la superficie

Semina in terreni liquidi

Il recipiente in cui viene fatta la semina viene tenuto con la mano sinistra, mentre con il mignolo e l’anulare si toglie il tappo della provetta, con la stessa mano destra si afferra l’anza come una penna.
L’anza viene sterilizzata sulla fiamma e viene raffreddata brevemente e poi si preleva una piccola quantità di campione.
Il campione disciolto nel terreno liquido cercando di non venire a contatto con le pareti della provetta, si risterilizza l’anza e si flambè l’imboccatura della provetta.
In un terreno liquido lo sviluppo batterico si evidenzia o con la formazione di una pellicola superficiale o con la formazione di un sedimento oppure tramite la oppure si possono evidenziare queste forme di sviluppo batterico in un’unica provetta.

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