Le reti di telecomunicazione sono nate in seguito alla diffusione dei satelliti e delle reti telematiche permettendo l'integrazione e la conoscenza fra più popoli. L'innovazione più importante del XX secolo è stata la digitalizzazione, ossia la codificazione delle informazioni attraverso l'integrazione di più mezzi di comunicazione come la radio, la televisione, il telefono e il computer. I poli mondiali delle telecomunicazioni sono tre: Stati Uniti, Giappone ed Europa occidentale anche se sono meno popolate ma hanno l'80% dei computer, il 75% dei telefoni e il 60% dei televisori. La rete telefonica mondiale è la più potente perché ha un miliardo di linee attive col 34% della rete concentrata nel Nord America, l'11% in Giappone e il 29% nell'Europa occidentale. Gran parte del traffico mondiale si concentra nei Paesi industrializzati come Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada mentre le reti senza fili (wireless)sono molto diffuse in Europa occidentale e in Nord America. Le reti telematiche si sono evolute grazie a internet utilizzato da più di 200 milioni di persone in tutto il mondo. Nel 1965 nacque Intelsat, la prima rete di telecomunicazioni satellitari tra punti fissi (satelliti geostazionari che orbitano a determinate altezze in 24 ore) mentre fino a cinque anni prima le comunicazioni transoceaniche fra Europa e America avvenivano attraverso un cavo sottomarino che trasmetteva 89 messaggi alla volta. I satelliti hanno due grandi vantaggi:

-la copertura globale;
-la connessione a banda larga.

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