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La nozione di sviluppi sostenibile

La nozione di sviluppo sostenibile dalla riflessione nasce dalla riflessione sul rapporto tra sviluppo ed ecologia: si tratta infatti di una nozione che tiene conto sia della crescita economica di un’area, sia del rispetto dell’ambiente naturale, non solo di quell’area ma della Terra nel suo insieme.
Lo sviluppo sostenibile è quindi una garanzia per le generazioni future, nei confronti delle quali abbiamo l’obbligo di salvaguardare l’ambiente e la disponibilità delle risorse.
A ben vedere, si tratta di una nozione più ampia rispetto a quella di protezione ambientale: include infatti non solo l’esigenza di rispettare l’ambiente,ma anche quella di costruire una società capace di distribuire la ricchezza in modo equo.

Le conferenze internazionali


La questione dello sviluppo sostenibile venne posta per la prima volta nel 1987, quando la commissione dell’ONU per lo sviluppo e l’ambiente pubblicò uno studio sul futuro del mondo, nel quale si affermava: <<lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo in grado di garantire il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri>>.
Nel 1992 si tenne a Rio de Janeiro, in Brasile, la prima conferenza dell’ONU su ambiente e sviluppo. Vi parteciparono 170 Paesi e 110 capi di Stato e vi furono approvati cinque documenti: nel più importante di essi, l’Agenda 21, si cercò di conciliare, ma in maniera troppo generica, gli interessi ambientali dei paesi ricchi e di quelli poveri.
La seconda conferenza, la più importante per le speranze che suscitò,si svolse a Kyoto, in Giappone, nel 1997.
Nel corso di essa venne elaborato un nuovo progetto: il Protocollo di Kyoto,che prevede per il periodo 2008-2012 la riduzione dell’emissione di gas inquinanti di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990. Un risultato straordinario, se fosse raggiunto.
Il summit mondiale successivo ebbe luogo a Johannesburg,in Sudafrica,nel 2002.
La partecipazione fu particolarmente folta: si contarono circa 50 000 rappresentanti di governi e parlamenti di tutto il mondo,di associazioni non governi e parlamentari di tutto il mondo,di associazioni non governative,di istituzioni scientifiche,di imprese e sindacati.

Da Johannesburg a Bali


L’uomo non può rinunciare allo sviluppo, ma nel contempo non deve distruggere le risorse naturali del pianeta.
A Johannesburg è emerso che il futuro del mondo si gioca si tre punti fondamentali :
- l’impegno ad affrontare il problema della scarsità delle risorse naturali e delle fonti energetiche non solo a livello locale,regionale o nazionale, ma in un’ottica globale, che tenga quindi conto degli equilibri del pianeta nel suo complesso e dell’eredità da consegnare alle generazioni future;
- L’impegno degli stati ad affrontare i problemi in un’ottica multilaterale,come era già avvenuto a Kyoto nel 1997: i paesi devono lavorare insieme, consapevoli di essere corresponsabili del futuro del mondo;
- L’impegno a conciliare gli interessi economici, e in particolari commerciali, con l’esigenza di promuovere lo sviluppo sociale,di combattere la povertà nel mondo e di tutelare le risorse naturali.
Nel 2007 si è svolta a Bali una nuova conferenza mondiale sul clima. Il compromesso raggiunto prevede la necessità di avviare nuovi colloqui con l’obbiettivo di arrivare a un nuovo piano per combattere il riscaldamento terrestre.

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