Jeyam di Jeyam
Ominide 50 punti

STATI UNITI

Superficie: 9.372.614 km2.
Popolazione: 283.955.000 ab.
Capitale: Washington.
Lingua: inglese.
Religione: protestanti in maggioranza, quindi cattolici, ebrei, ortodossi e altre religioni.
Confini: confina a nord col Canada, a sud col Messico; le coste sono bagnate a est dall’Oceano. Atlantico; a ovest dall’Oceano Pacifico e a sud dal golfo del Messico. Fanno parte dell’Unione anche i due Stati non contigui dell’Alaska e Hawaii.

L’AMBIENTE NATURALE

Gli USA formano un territorio unico, tra il Canada e il Messico, che comprende 48 stati. La fascia centrale rientra interamente nella zona temperata mentre l’Alaska è attraversata dal circolo polare artico. La combinazione tra i diversi fattori climatici determinano la formazione di 6 grandi regioni climatiche al centro e 2 al nord. Le pianure costiere dell’Atlantico e del Golfo del Messico formano una fascia pianeggiante lungo tutto il litorale atlantico; le coste settentrionali presentano inverni rigidi ed estati fresche, ma andando verso sud il clima si fa più mite, fino ad assumere caratteri tropicali. I monti Appalachi sono una serie di catene di antica origine. Sui rilievi c’è un clima freddo, con frequenti precipitazioni. Le pianure interne si estendono dalle pendici dei monti Appalachi a quelle delle montagne Rocciosa, su questa vasta area domina un clima continentale che si addolcisce in prossimità dei Grandi Laghi. Le Montagne Rocciose sono un sistema montuoso di formazione recente costituito da catene e altopiani elevati, il clima dominante è quello continentale con elevate escursioni termiche e una piovosità variabile. I bacini interni, fra le Montagne Rocciose e le catene costiere, sono caratterizzati da elevate escursioni termiche e dominati dall’aridità. La costa del pacifico è una sottile striscia di terra compresa tra l’oceano Pacifico e le catene costiere, che gode di un clima mite tutto l’anno. In Alaska il clima è ovunque molto rigido con influenze polari a nord. Le Hawaii sono un arcipelago di origine vulcanica e vi è un clima mite con abbondanti precipitazioni.

FORMAZIONE POLITICA ED EGEMONIA MONDIALE

Dopo l’indipendenza (1783) e la Costituzione (1787), gli Stati Uniti iniziarono l’espansione verso ovest. I primi che si spinsero al di là degli Appalachi furono i cacciatori di pelli, seguiti dagli allevatori. Vi furono molti episodi di violenza e massacri e gli indiani dovettero cedere le loro terre. Sorsero così i primi ranch e i primi villaggi. La popolazione diveniva più numerosa e le condizioni di vita miglioravano. Terminata la colonizzazione del territorio, si profilò una grave crisi interna tra gli Stati del Nord e quelli del Sud. Il Nord era entrato in una fase di rapido sviluppo industriale, mentre il Sud rimaneva legato all’agricoltura di piantagione e all’impiego degli schiavi. I motivi di rivalità si scaricarono sulla questione della schiavitù. Quando Lincoln fu eletto presidente gli stati del Sud si staccarono dall’Unione. La secessione dei 10 Stati provocò una guerra civile (1861-1865), che si concluse con la vittoria del Nord e l’abolizione della schiavitù. Negli anni successivi il Paese consolidò la sua unità e si ingrandì ulteriormente. Uno dopo l’altro i territori dell’Ovest si trasformarono in Stati. Con l’acquisto dell’Alaska in seguito gli Stati Uniti divennero il più grande mercato unitario del mondo e iniziò un crescente flusso migratorio. Questi avvenimenti furono accompagnati da una crescita economica che subì una brusca interruzione con la crisi del 1929, passata alla storia con il nome di “Grande Depressione”, durante la quale fallirono centinaia di banche e di aziende, i prezzi crollarono e la disoccupazione dilagò. All’apice della crisi fu eletto presidente Roosvelt che affidò a un programma di interventi pubblici (New Deal) il compito di risollevare l’economia, che si rimise lentamente in moto. Gli USA trassero enormi vantaggi economici dalla partecipazione alla seconda guerra mondiale: il territorio non subì la distruzione conosciuta dagli altri Stati e il dominio dell’economia americana si affermò in tutto il mondo.

POPOLAZIONE

La grande maggioranza dell’attuale popolazione è costituita dai discendenti degli immigrati europei affluiti a partire dagli inizi del XVII sec. In questo secolo e nel successivo prevalsero gli immigrati anglosassoni, che diedero, oltre alla lingua, un’impronta caratteristica alla cultura e alla mentalità statunitensi. Col XIX sec., il flusso immigratorio crebbe progressivamente per raggiungere la massima intensità tra il 1880 e il 1914. In totale, tra il 1820 e il 1984, 50 milioni di persone provenienti da tutti i Paesi europei (con alte percentuali di Tedeschi, di Slavi, di Italiani) sono entrate nel crogiolo americano. Il flusso immigratorio venne frenato con le leggi del 1924, tuttora in vigore. La popolazione negra (11,5% del totale), discendente dagli schiavi importati dall’Africa fino al secolo scorso, è insediata ancora oggi prevalentemente negli Stati del Sud. La popolazione originaria amerindia costituisce ormai un’esigua minoranza: poco più di un milione di individui vive in parte nelle riserve e in parte sono insediati nella società. Sulla costa dell’Oceano Pacifico (San Francisco) è numerosa la colonia asiatica (Giapponesi, Cinesi, Filippini). La popolazione è insediata in grandi complessi urbani nella regione della costa settentrionale atlantica e dei Grandi Laghi. La densità diminuisce rapidamente (10 ab./km2) nelle Pianure Interne. Nel settore occidentale del Paese solo le aree di Los Angeles e di San Francisco sono densamente popolate.

ECONOMIA

L’economia statunitense è stata a lungo e sino alla soglia degli anni Novanta la più sviluppata del mondo. Alla base di questa potenza si trovano innanzitutto l’ambiente e le risorse naturali, ma un contributo non meno importante hanno dato i fattori non economici, d’ordine politico e sociale soprattutto, che hanno consentito l’organizzazione di un tipo di società e di sistema economico assolutamente originali rispetto a quelli europei.. Il settore agricolo più sviluppato è il cerealicolo, che ha nel frumento e nel mais i prodotti base. Per quanto riguarda il frumento, il Paese si suddivide in quattro grandi regioni: le Pianure Interne (Kansas, Nebraska, Oklahoma e Texas); la regione orientali (Missouri, Illinois, Arkansas ecc.); l’altopiano del Columbia (Washington, Idaho, Oregon ecc.), con produzione di grano invernale; la regione nordoccidentale (Dakota, Minnesota, Montana ecc.), con produzione di grano primaverile. Il più importante cereale è tuttavia il mais, la cui produzione è pari a ca. un terzo di quella mondiale; è concentrato nella fascia centrale del Paese, detta appunto corn belt. Seguono poi l’avena, l’orzo, la segale, il sorgo, usati come foraggio. Notevole è pure la produzione del riso, specialmente in California, di patate e di barbabietole da zucchero. Diffusissima la frutticoltura, con notevoli produzioni di mele, pere, ciliegie, prugne. In California, accanto ai vigneti, la cui produzione pone gli USA al sesto posto nel mondo, si trovano ricchissimi agrumeti. Gli USA sono uno dei massimi produttori di cotone. Le coltivazioni sono concentrate nel settore meridionale nella zona detta appunto cotton belt. Abbondante e di qualità la produzione del tabacco, la cui coltura si concentra negli Stati orientali. Un posto a sé occupa l’allevamento del bestiame. Il patrimonio zootecnico statunitense è costituito soprattutto da bovini e suini. L’allevamento dei bovini (reso possibile dalla grande disponibilità di pascoli e di foraggi) è praticato secondo due diversi tipi di organizzazione. Lungo tutta la corn belt e tutte le regioni orientali prevale l’allevamento intensivo. Lungo la fascia occidentale, invece, è praticato nelle classiche forme estensive, organizzato nei grandi ranches. L’allevamento dei suini è invece praticato soprattutto da fattorie delle regioni nordorientali, in prossimità delle grandi industrie per la conservazione delle carni. Notevole il patrimonio forestale, soprattutto negli Stati del Nord, che fa degli USA il massimo produttore mondiale di legname. La pesca, diffusa particolarmente nell’Oceano Atlantico settentrionale, è praticata con mezzi modernissimi e dispone di porti attrezzati (Boston sull’Oceano Atlantico, Seattle e San Diego sull’Oceano Pacifico).

Registrati via email