Corra96 di Corra96
Moderatore 3215 punti

Sostenibilità ambientale

Chiaramente nel Rapporto Brundtland, del 1987, ed è il seguente: “Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. In pratica lo sviluppo sostenibile quindi vuole permettere a chi verrà dopo di noi di fare le stesse cose che facciamo noi.
Altre definizioni di sviluppo sostenibile sono le seguenti:
 ONU, 1992: per sviluppo sostenibile si intende un miglioramento di qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi alla base;
 Herman Daly (economista), 1992: svilupparsi mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi;
 ICLEI, 1994: sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi;

 UNESCO, 2001: la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura. La diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale.
Il concetto di sostenibilità inizia a nascere negli anni ’70, quando a seguito delle conferenze sul clima gli Stati si resero conto della presenza e delle conseguenze negative di problemi come l’effetto serra e il buco nell’ozono. La crisi petrolifera del 1973 creò seri problemi a livello internazionale, infatti la diminuzione delle esportazione petrolifere dall’Oriente verso Europa e USA portò a un aumento dei costi dell’energia e dell’inflazione. La conseguenza di questa crisi fu l’applicazione di politiche di austerità da parte di vari Paesi nel mondo, che presero misure drastiche per limitare il consumo di energia.
Inoltre nel 1972 venne pubblicato il rapporto si “Limiti dello sviluppo”, che mostrava come la crescita produttiva illimitata avrebbe portato al consumo delle risorse energetiche ed ambientali. Il rapporto però diceva che sarebbe stato possibile giungere ad un tipo di sviluppo che non avrebbe portato al consumo totale delle risorse del pianeta. Sulla base di questi risultati si tenne, nel 1972, la conferenza ONU sull’Ambiente Umano.
Alla fine degli anni ’80 un oncologo svedese riuscì a riscuotere un ampio consenso nella comunità scientifica per la creazione di una definizione di sviluppo sostenibile.
Il Rapporto Brundtland viene quindi elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo.
anno risale la definizione di Daly, che pone le seguenti condizioni fondamentali:
• il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura;
• il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili non deve essere superiore alla loro velocità di rigenerazione;
• l'immissione di sostanze inquinanti e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;
• il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle.
In questa definizione viene introdotto il concetto di equilibrio tra uomo ed ecosistema.
A seguire verranno poi create le definizioni dell’ICLEI e dell’UNESCO.

Registrati via email