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Siccità

Introduzione
La siccità è la condizione climatica di anormale aridità, in una regione geografica di norma caratterizzata da precipitazioni relativamente regolari. La siccità si distingue dall’aridità, termine che indica una situazione climatica costante o stagionale.

Cause ed effetti
Il fenomeno della siccità è dovuto a uno squilibrio che si viene a creare nel ciclo idrologico ed è causa dell'inaridimento dei pozzi e dei bacini idrici di riserva. Privando i terreni dell'acqua necessaria alle colture, la siccità provoca gravi danni all’agricoltura e ai raccolti. La gravità del fenomeno viene misurata in base al grado di carenza di umidità, al periodo di persistenza di tale condizione e all’estensione dell'area colpita. Se la mancanza di precipitazioni apprezzabili si protrae per periodi relativamente brevi, si preferisce definire il fenomeno “siccità parziale” o più semplicemente “periodo di tempo asciutto” (o “secco”) o anche “episodio di siccità”. Nei casi di siccità vera e propria, invece, la mancanza di piogge può protrarsi per anni, e si parla di “siccità prolungata”.

La siccità tende a colpire più duramente determinate aree del pianeta, e, in particolare, quelle poste tra i 15° e i 20° di latitudine, nelle regioni prossime ai grandi deserti. Le aree desertiche sono in genere caratterizzate da un'aridità permanente provocata dalla presenza di masse d'aria calda (provenienti dalle zone tropicali) che, scendendo verso il livello del suolo, tendono a riscaldarsi e a perdere progressivamente umidità. Quando i venti prevalenti occidentali cambiano direzione deviando verso i poli, le condizioni di alta pressione che tipicamente stazionano sulle regioni permanentemente aride si spostano sulle aree limitrofe, normalmente soggette a un ciclo stagionale di basse pressioni accompagnato da abbondanti precipitazioni. In tal modo, si determina una condizione di siccità che può protrarsi per periodi più o meno lunghi. Proprio uno di questi anomali cambiamenti di direzione dei venti occidentali fu la causa della più grave siccità del XX secolo, quella che colpì per circa dieci anni la regione del Sahel, in Africa, a partire dal 1968. Nella regione del Sahel la situazione è aggravata da fenomeni di desertificazione, provocati dall'eccessivo sfruttamento dei pascoli e dei terreni agricoli, oltre che dalla presenza di conflitti.

Zone a rischio

La siccità colpisce duramente alcune zone del pianeta: il 30% del territorio del Sud America, il 60% dell'Asia e l'85% dell'Africa non dispongono di quantità d'acqua potabile sufficienti. La mancanza di risorse idriche riguarda inoltre ampie zone dell'Australia, delle regioni occidentali del Nord America e circa un terzo del territorio europeo.

I paesi della sponda nord del bacino del Mediterraneo condividono una crisi ambientale generata da comuni caratteristiche climatiche e da una lunga storia di uso non sostenibile delle risorse ambientali; le variazioni climatiche e la carenza idrica stanno contribuendo a rendere vulnerabile il territorio ai processi di desertificazione. La siccità e la desertificazione sono un problema grave anche per l'Italia; il 27% del territorio, infatti, è esposto all'inaridimento per cause climatiche e la cattiva gestione dei suoli.

Misure preventive
Nonostante sia praticamente impossibile prevedere con precisione quando potrebbe verificarsi un periodo di prolungata siccità, nelle aree particolarmente esposte a questo rischio sarebbe, comunque, opportuno ricorrere a misure preventive. È necessario adottare misure durevoli di lotta alla desertificazione, che garantiscano una protezione integrata delle risorse suolo, acqua e aria e nello stesso tempo consentano e favoriscano uno sviluppo delle attività socio-economiche compatibili con la protezione dell'ambiente. In alcuni casi sarebbe sufficiente provvedere alla costruzione di bacini idrici di riserva, da utilizzarsi solo in casi di emergenza, e adottare una diversa politica di gestione del territorio che vieti lo sfruttamento eccessivo di pascoli e terreni agricoli e limiti la diffusione degli insediamenti umani nelle aree particolarmente soggette al fenomeno; risulta particolarmente utile la mappatura delle aree a rischio e la loro bonifica.

Per quanto concerne la situazione italiana, nel febbraio 2000 è stato pubblicato il “Programma nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione”, che recepisce quanto indicato nella “Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla siccità e alla desertificazione nei paesi gravemente colpiti” (firmata a Parigi nel 1994), in vigore dal dicembre 1996. La normativa italiana precedente, in particolare la legge n. 426/1998, prevede che il Ministero dell'Ambiente svolga attività di formazione e ricerca anche con il coinvolgimento di due enti, l’Osservatorio nazionale sulla desertificazione del parco dell'Asinara e il Centro studi sui saperi tradizionali e locali di Matera. Una mappatura delle zone a rischio di siccità in Italia, effettuata dalle Regioni e dalle Autorità di bacino, individua numerose aree vulnerabili praticamente in tutte le regioni meridionali (Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna). In base al “Programma nazionale” citato, i dati raccolti a livello regionale vengono trasmessi al Comitato nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione, contestualmente all’indicazione degli interventi che si intendono eseguire; questi devono riguardare, in particolare, la gestione sostenibile delle risorse idriche, lo sviluppo di progetti per il riutilizzo delle acque reflue nell’agricoltura, la gestione sostenibile delle risorse forestali, l’attuazione di sistemi di produzione zootecnica, agricola e forestale che prevengano il degrado del suolo, la regimazione delle acque con interventi a basso impatto sull’ambiente.

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