In Italia le industrie si sono diffuse grazie all'informatizzazione e alla robotizzazione che hanno sostituito gli operai, hanno ridotto i costi di giacenza (spese per tenere materiali in deposito)
dei materiali e hanno aumentato il lavoro. Prima vi era solo il cosiddetto triangolo industriale con le industrie che erano concentrate solo a Torino, Milano e Genova, poi si sono diffuse anche in altre zone d'Italia:
-le industrie siderurgiche a Terni e Dalmine che producono acciaio, ghisa, leghe metalliche, tubi, ecc...;
-le industrie chimiche e petrolchimiche che producono benzina, gasolio, materie plastiche, pesticidi, prodotti farmaceutici, ecc...;
-le industrie meccaniche ed elettromeccaniche a Cassino, Termoli, Melfi, Bari, Taranto, Roma, Napoli, ecc... che producono prodotti per la ferrovia, materiali elettrici, elettrodomestici, auto, ecc...;
-le industrie tessili e dell'abbigliamento a Bari, Palermo, Pomezia, Firenze, Lucca, Verona, Bergamo, Como, Napoli, Putignano, ecc... che producono capi d'abbigliamento in fibre naturali (cotone, lino, ecc...) e fibre artificiali (nylon, rayon, ecc...);

-le industrie delle calzature a Casarano, Barletta, Fermo, Verona, Vigevano, ecc...;
-le industrie alimentari come Simmenthal, Danone, DiLeo, Galbani, San Pellegrino, Nestlé, Kraft, ecc...;
-le industrie del vetro, della ceramica e di altri materiali da costruzione a Catania, Cagliari, Crotone, Pescara, Chieti, Arezzo, Milano, Venezia, ecc...;
-le industrie del legno e della carta a Bari,Pesaro, Bologna, Firenze, ecc...
Accanto alle industrie si è sviluppato (soprattutto in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) anche l'artigianato con la lavorazione di pietre, legno, carta, ecc...

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