L'Europa non dipende dall'agricoltura e il numero degli addetti coinvolti lo dimostra (in Svezia, Norvegia, Danimarca, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia e Svizzera sono il 5%; in Finlandia, Russia, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Repubblica Slovacca, Austria, Ungheria, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Italia, Spagna e Portogallo sono il 15%; in Lituania, Polonia, Ucraina, Romania, Grecia e Bosnia-Erzegovina sono il 25%; in Jugoslavia sono il 35%; in Moldavia e Alvania sono il 40%). Però l'Europa è ben organizzata con le attività agricole; infatti vi sono aziende di piccole e medie dimensioni (a conduzione diretta), aziende di grandi dimensioni (appartenenti a più proprietari) e cooperative (società fondate sul capitale e sul lavoro dei soci). Le principali produzioni agricole sono: cereali (soprattutto in Russia, Francia, Germania e Ucraina), grano, orzo, segale, patata, barbabietola da zucchero, vite (in Italia, Francia, Spagna, Cile, Argentina, Usa e Germania), agrumi, ulivi (in Italia, Grecia, Spagna, Tunisia, Siria, Turchia, Marocco e Portogallo) e alberi da frutto (Italia, Spagna e Francia). Molti diffusi sono invece l'allevamento (di bovini, suini, animali da cortile, ovini ed equini), la pesca (favorita dai mezzi moderni e dalla qualità del pesce) e l'acquacoltura (con la produzione di mitili, crostacei, salmoni e anguille).

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