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Serbia e Montenegro-Risorse ed economia

L'economia del Paese è stata danneggiata dalla guerre e dai bombardamenti della NATO, che nella primavera del 1999 hanno distrutto centrali elettriche, fabbriche, ponti e strade. Prima del conflitto esistevano profondi squilibri economici tra la Serbia, solida e ben sviluppata, e il Montenegro, povero e arretrato. Oggi l'economia della Confederazione è in fase di ripresa, favorita dagli aiuti dall'estero e dalle rimesse degli emigrati.
In Serbia l'agricoltura è sviluppata nelle fertili pianure settentrionali, dove si coltivano mais, frumento, barbabietola da zucchero, cotone e lino. Florida è la coltura delle prugne e della vite. Nel Montenegro, a causa della natura montuosa del territorio, le coltivazioni sono scarse, mentre importanti sono le risorse forestali e la lavorazione del legno.
La Serbia e Montenegro possiede discrete risorse minerarie, concentrate soprattutto nella regione del Kosovo ( piombo, zinco, ferro e manganese). L'apparato industriale, presente principalmente nella regione di Belgrado, è in fase di costruzione. Lo sviluppo della rete stradale e ferroviaria è limitato. I bombardamenti del 1999 hanno gravemente danneggiato le vie di comunicazione. Gli scambi commerciali sono quindi ridotti, anche se il Paese si trova in una posizione geografica favorevole ai traffici commerciali. Il turismo è molto limitato.

La capitale, Belgrado, sorge alla confluenza della Sava nel Danubio. La città è stata gravemente danneggiata dai bombardamenti durante il conflitto del 1999. Ha un'aspetto moderno ed è un attivo centro di servizi e sede di grandi imprese e di industrie di trasformazione.
Podgorica, capitale del Montenegro e seconda città della Confederazione, è un importante mercato agricolo e del bestiame e sede di industrie meccaniche, metallurgiche e alimentari.

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