La savana africana si estende tra le foreste pluviali (dove si trovano alberi radi e arbusti) e le aree desertiche (dove si trovano erbe alte 2 metri che crescono durante la stagione delle piogge e ingialliscono in estate)ed è caratterizzata da scarsa vegetazione e terreno arido: vi si trovano baobab, acacie, cespuglie ed erbe spinose che permettono la sopravvivenza di giraffe, elefanti, rinoceronti, antilopi, zebre, gnu, gazzelle, leoni, ghepardi e leopardi. La savana è il luogo adatto per l'insediamento umano (soprattutto popoli nomadi) perchè il territorio favorisce l'allevamento, l'agricoltura di sussistenza (si coltivano soprattutto caffè, canna da zucchero, cotone e arachidi con la perforazione di pozzi d'acqua per innaffiare le colture) e l'agricoltura itinerante (caratterizzata dalla coltivazione di sorgo, miglio e manioca con tecniche di lavorazione rudimentali e con l'uso della vegetazione bruciata per concimare le colture. Il territorio viene lasciato a riposo per almeno 6 anni in Nigeria e 25 anni in Zambia per poterlo far ritornare fertile). Il terreno man mano si è impoverito perchè non viene più protetto dall'ombra degli alberi (a causa del continuo disboscamento per la costante necessità di legname per i Paesi occidentali) e così diventa un terreno arido e adatto per la presenza del deserto.

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