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Un tempo il Sahara era un giardino

Un deserto grande quasi come tutta l'Europa: è il Sahara, una parola che in arabo vuol dire "vuoto". Quattromila anni fa, però, tutto il territorio che oggi è occupato dal deserto del Sahara era una savana popolata da grandi animali. Poi,dopo il 1250 a.C, si verificarono circa cinquant'anni di intensa siccità e la savana a poco a poco si trasformò in deserto.
Sul deserto del Sahara il cielo è quasi sempre sereno e non ci sono nuvole che filtrino l'irraggiamento solare.Molto forte è l'escursione termica giornaliera. Di giorno le temperature dell'aria e del suolo possono superare i 50 °C, di notte scendono rapidamente fino a sfiorare lo zero.
Nel Sahara possiamo distinguere vari paesaggi: il deserto di roccia nuda, dove prevalgono i rilievi compatti; il deserto di pietra, chiamato serir in Algeria, dove si allargano a perdita d'occhi distese quasi pianeggianti di ciottoli e detriti; il deserto di sabbia.Tutti questi paesaggi sono prodotti dall'erosione : infatti la pioggia, benche' rara, il vento,sempre presente, e i forti sbalzi di temperatura,modellano incessantemente il paesaggio del deserto.

Le precipitazioni producono gli uidian, che nella lingua locale indicano i greti secchi dei torrenti, che si riempiono di acqua vorticosa dopo una delle rarissime piogge. I loro corsi non arrivano al mare: evaporano o si infiltrano nel sottosuolo.
L'acqua che rimane finisce in bacini chiusi dove forma laghi temporanei, chiamati chott, in cui si depositano i sali disciolti. Talvolta gli uidian incidono il terreno e scavano strette gole sinuose, dalle pareti ripide.

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