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Le repubbliche baltiche


L’Estonia


L’Estonia è una delle tre repubbliche baltiche. Confina ad est con la Russia, a sud con la Lettonia e a nord e ad ovest con due insenature del mar Baltico, il golfo di Finlandia e il golfo di Riga.

Il territorio è prevalentemente pianeggiante e presenta molte paludi. È movimentato solo da alcune colline di origine morenica, situate nella parte orientale e meridionale del Paese. Qui si trova la cima più alta dell’Estonia, il Suur Munamägi (318 m). I fiumi principali del Paese sono il Pärnu, che sfocia nel golfo di Riga, il Narva, che si getta nel golfo di Finlandia, e l’Ema, che collega i laghi più importanti dell’Estonia, il lago Vörst e il lago dei Ciudi, quest’ultimo situato al confine con la Russia. Le coste dell’Estonia sono articolate e fronteggiate da numerose isole. Le più estese sono Saaremaa e Hiumaa, che chiudono in parte a nord il golfo di Riga.

Il mar Baltico, essendo un mare freddo non contribuisce a mitigare il clima, che è caratterizzato da inverni rigidi e da estati fresche.

Le popolazioni scandinave hanno sempre provato a conquistare l’Estonia, perché era molto ricca di ambra. Nel 1645 l’Estonia fu occupata dalla Svezia e nel XVIII secolo fu inglobata nell’Impero russo. In seguito alla caduta di quest’ultimo nel 1917 tornò indipendente. Nel 1940, in seguito a patti segreti tra la Germania nazista e l’URSS per la suddivisione dell’Europa centrorientale, l’Estonia divenne una repubblica dell’Unione sovietica, riacquistando l’autonomia solo nel 1991.
Gli estoni, una popolazione di ceppo ugro-finnico, sono il gruppo etnico maggioritario, ma nel Paese sono presenti anche molti russi, trasferitisi in Estonia all’epoca del regime comunista. La lingua ufficiale è l’estone, ma è diffuso anche il russo. La maggioranza della popolazione estone si dichiara non religiosa. La religione più praticata è quella luterana, seguita da quella ortodossa. L’Estonia è una repubblica parlamentare divisa in 15 province che dal 2004 è nell’Unione Europea.

L’economia
A causa del clima rigido l’agricoltura è poco sviluppata. Si producono principalmente barbabietole da zucchero, cereali, lino, patate, frutta e ortaggi. Sono diffusi anche l’allevamento (soprattutto bovino), lo sfruttamento delle foreste, la pesca e la lavorazione degli scisti bituminosi, da cui si ricavano petrolio e gas naturale. Sono presenti industrie metallurgiche, meccaniche, tessili, chimiche, delle telecomunicazioni, della gomma, alimentari, cantieristiche e del legno. Il settore terziario poggia sul commercio con i Paesi scandinavi, sulle attività bancarie, finanziarie ed assicurative e sul turismo, quest’ultimo in via di sviluppo.

La capitale: Tallinn
Tallinn è la capitale dell’Estonia e sorge sulle coste settentrionali del Paese, bagnate dal golfo di Finlandia. È dotata di un porto, di diverse industrie e di un aeroporto internazionale ed è un importante centro commerciale. Il suo centro storico conserva numerosi monumenti risalenti al Medioevo.

La Lettonia

La Lettonia è una delle repubbliche baltiche e confina a nord con l’Estonia e il golfo di Riga (mar Baltico), ad est con la Russia, a sud con la Bielorussia e la Lituania e ad est con il mar Baltico.

Il territorio, in prevalenza pianeggiante, è movimentato dalle alcune colline con un’altitudine spesso inferiore ai 300 m, come le Alture Vidzemes, situate nel centro del Paese. Il fiume principale è la Dvina occidentale, che sfocia nel golfo di Riga. Il lago più esteso del Paese è il lago Lubänas, di origine glaciale. Le coste lettoni sono generalmente basse e sabbiose e in diversi tratti presentano paludi. Sul mar Baltico si apre il golfo di Riga, delimitato parzialmente dalla penisola della Curlandia ad ovest e dalle isole estoni di Saaremaa e Hiumaa a nord.
Il clima è caratterizzato da inverni freddi e nevosi e da estati miti.

La Lettonia è stata soggetta a diverse dominazioni nel corso della sua storia. All’inizio del XIII secolo i Cavalieri Teutonici iniziarono a cristianizzare la zona. In seguito il Paese fu annesso all’Impero russo e ritornò autonomo in seguito alla Rivoluzione d’ottobre. Nel 1940 la Lettonia fu annessa all’Unione sovietica, da cui si dichiarò indipendente nel 1990, ottenendo l’autonomia nel 1991. Ai tempi dell’Unione Sovietica molti russi si sono stabiliti in Lettonia e dopo l’indipendenza sono sorte tensioni con i lettoni, animati da idee nazionaliste. Soltanto nel 1998 i russi hanno ottenuto la cittadinanza lettone.

La lingua ufficiale è il lettone, una lingua di ceppo baltico, ma è diffuso anche il russo. La maggioranza della popolazione lettone si dichiara atea. La religione più diffusa è il cristianesimo, praticato nelle forme luterana, cattolica e ortodossa. La Lettonia è una repubblica parlamentare divisa in 26 distretti e dal 2004 fa parte dell’UE.

L’economia
L’agricoltura produce soprattutto lino, patate, cereali e barbabietola da zucchero. Sono praticati l’allevamento bovino e suino, lo sfruttamento delle foreste e la pesca. La produzione di energia è affidata a centrali idroelettriche e termoelettriche. Le principali risorse minerarie del Paese sono gli scisti bituminosi, da cui si ricava petrolio, e la torba. Per quanto riguarda il settore secondario, sono presenti soprattutto industrie ad alta tecnologia, metallurgiche, meccaniche tessili, chimiche e alimentari, nonché cantieri navali. Il commercio con l’estero interessa soprattutto la Russia e alcuni Paesi dell’UE. I porti principali sono quelli di Ventpils e Riga, che è anche sede di un aeroporto internazionale.

La capitale: Riga
Riga è la capitale della Lettonia e sorge sul golfo omonimo, lungo le sponde della Dvina occidentale. Possiede un porto marittimo ed è un importante centro industriale (cantieri navali, industrie alimentari, del legname, farmaceutiche). E’ sede di un’università ed è il centro culturale del Paese.

La Lituania

La Lituania è una delle tre repubbliche baltiche. Confina a nord con la Lettonia, ad est e a sud con la Bielorussia, a sud-ovest con l’exclave russa di Kaliningrad e la Polonia e ad ovest con il mar Baltico.

Il territorio è quasi totalmente pianeggiante ed è movimentato solo da alcuni rilievi di modesta altitudine situati nel sud-est e nell’est del Paese. Il fiume principale è il Nemunas (o Neman), che nasce in Bielorussia e attraversa la parte sud-occidentale della Lituania. I laghi sono numerosi e di origine glaciale. Le coste sono sabbiose e la loro metà meridionale è fronteggiata dalla penisola di Kuřsių Nerija, una lingua di terra sabbiosa che chiude la laguna di Kuřsių Marios, condivisa con l’exclave di Kaliningrad.

Il clima è caratterizzato da inverni freddi e nevosi e da estati brevi, fresche e piovose.

Nel corso della sua storia la Lituania è stata dominata da numerose popolazioni. Nel 1251, nacque il regno di Lituania, che resistette agli assalti dei Cavalieri teutonici, i quali cercavano di ampliare i loro domini. Nel XIV secolo la dinastia degli Jagelloni si impadronì del Paese e diede vita al vasto Impero lituano, che si estendeva dal mar Nero al mar Baltico. Nel 1569 Polonia e Lituania si fusero in un unico Stato che nel XVIII secolo fu spartito fra Prussia, Austria e Russia, e l’attuale Lituania fu annessa a quest’ultima. In seguito alla Rivoluzione d’ottobre il Paese tornò indipendente. Nel 1940 la Lituania fu accorpata all’URSS, da cui si dichiarò indipendente nel 1990. L’indipendenza venne riconosciuta ufficialmente l’anno successivo.

L’etnia prevalente è quella lituana e la minoranza etnica principale è quella russa. La lingua più diffusa è il lituano, una lingua baltica, ma sono parlati anche il polacco e il russo. La religione più professata è il cattolicesimo, ma sono presenti anche ortodossi, evangelici, atei ed agnostici. La forma di governo è la repubblica parlamentare e il territorio è suddiviso amministrativamente in 10 province. Dal 2004 la Lituania è nell’UE.

L’economia
L’agricoltura produce soprattutto cereali, patate, lino, barbabietole da zucchero, frutta, ortaggi. Sono molto importanti anche l’allevamento bovino e suino, la pesca e lo sfruttamento delle foreste. La Lituania possiede scarse risorse minerarie ed energetiche. Nel sottosuolo sono presenti giacimenti di argilla, torba e gesso idrato e sulla costa sono stati individuati piccoli giacimenti di petrolio e gas naturale. La produzione di energia è affidata principalmente a due centrali nucleari situate ad Ignalina, che però hanno reattori simili a quello di Chernobyl e verranno chiuse per la loro pericolosità. La Lituania non è una grande produttrice di energia e quindi, nonostante ai tempi dell’URSS l’industria si fosse sviluppata, il Paese non è molto competitivo in questo campo. Sono presenti principalmente industrie elettroniche, meccaniche, alimentari, dei materiali da costruzione, del legno e cartarie, nonché cantieri navali. I traffici commerciali sono poco sviluppati e per favorire lo sviluppo dell’economia il Paese offre molte agevolazioni fiscali agli investitori provenienti dall’estero.

Le città principali: Vilnius e Klaipeda
Vilnius è la capitale della Lituania e sorge nel sud-est del Paese, sulle rive del fiume Neris, affluente del Nemunas. Conserva uno stupendo centro storico e possiede un’antica università fondata nel 1578. È inoltre un importante centro industriale.
Klaipeda sorge sul mar Baltico ed è il principale porto lituano. Ospita cantieri navali e industrie chimiche, alimentari, elettroniche e tessili.

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