Inquinamento atmosferico

La Terra viaggia nel cosmo come una piccola astronave intorno alla galassie, noi viaggiamo grazie a questa cabina chiamata atmosfera che ci permette di avere acqua, cibo, aria.
Ma cosa sta succedendo alla Terra?
Ci stiamo avvelenando da soli per colpa dell'inquinamento che è dovuto alla deforestazione, alla desertificazione, l'anidride carbonica.
Agli inizi degli anni '80 è partito l'allarme per il buco dell'ozono. Nella zona antartica, nei mesi di settembre e ottobre c'è una diminuzione d'ozono. Il buco d'ozono si è esteso progressivamente fino al 1987, quando le sue dimensioni erano pari a due volte gli Stati Uniti. Negli ultimi due anni la NASA ha fatto volare degli aerei speciali per cogliere gli agenti inquinanti sul fatto; e bene, le rilevazioni hanno mostrato che i CFC (clorofluorocarburi) si formano nei cieli sopra l'Antartide in concentrazioni cento volte superiori. I CFC sono gli accusati per la distruzione dell'ozono. Questi gas rimangono attivi per 50/70 anni, hanno quindi tutto il tempo di vagare nell'aria fino a raggiungere la stratosfera ad oltre 15 km di quota. Nella stratosfera i raggi UV, rompono la molecole dei CFC, liberando cloro che va a rompere l'atomo dell'ozono prendendo l'ossigeno.
I raggi UV non più bloccati dall'ozono provocano danni a vegetali, animali, uomini (cataratta e tumori alla pelle).
Ma come fanno i CFC a trovarsi su Antartide?
Anche se la circolazione atmosferica è divisa in due parti (emisfero nord e sud) lungo l'equatore si sono verificati rimescolamenti, è possibile quindi che i CFC liberati in gran parte nell'emisfero settentrionale, più industrializzato, finiscano anche a sud. La particolare situazione climatica dell'Antartide, circondata dal mare tende a concentrarli, in pratico non ne escono più. L'atmosfera Antartica rischia perciò di diventare una pattumiera che non si può svuotare.

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