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A seconda che, in una determinata zona, i valori della pressione diminuiscano o aumentino dalle isobare più esterne a quelle più interne, si parla di:
• aree di bassa pressione, o cicloniche, o semplicemente cicloni;
• aree di alta pressione, o anticicloniche, o semplicemente anticicloni.
Nelle aree cicloniche l’aria più calda e più umida si sposta verso l’alto convergendo verso il centro; nelle aree anticicloniche, l’aria più fredda, secca e pesante, tende a spostarsi verso il basso e a divergere. La presenza di masse d’aria con pressione diversa genera nella troposfera movimenti convettivi.

La quantità di acqua presente nell’aria allo stato di vapore costituisce l’umidità atmosferica e si misura con uno strumento, detto igrometro.
Il vapore acqueo contenuto nell’atmosfera proviene principalmente da evaporazione delle acque oceaniche; traspirazione delle piante.
Si definisce umidità assoluta la massa in grammi di vapore acqueo contenuta in un’unità di volume d’aria, mentre si definisce umidità relativa il rapporto fra la massa del vapore presente in un certo momento nell’aria e il valore massimo che potrebbe essere contenuto a quella temperatura (definito limite di saturazione).

Quando l’umidità relativa di una massa d’aria supera il 100% si verifica la condensazione o la sublimazione del vapore acqueo.
La condensazione a livello del suolo comporta la formazione di nebbia € rugiada; la sublimazione al suolo produce la brina, mentre la condensazione del vapore acqueo nell’aria, quando questa si raffredda, dà origine alle nubi e conseguentemente alle precipitazioni.
Per rappresentare la distribuzione delle precipitazioni in una determinata zona si fa uso delle isoiete, linee curve che uniscono tutti i punti su un carta caratterizzati dalla stessa quantità media di precipitazioni.

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