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I terremoti e le onde sismiche: cosa sono e come avvengono?

La realizzazione di una rete mondiale di stazioni dotate di sismografo, lo strumento che visualizza le onde sismiche in sismogrammi (grafici tracciati su nastri di carta), ha consentito non solo di localizzare i principali ipocentri, ma anche di individuare e studiare i vari tipi di onde sismiche: le onde prime, le onde seconde e quelle superficiali.

Le onde prime (P) e quelle seconde (S) si sviluppano nell'ipocentro, mentre le onde superficiali partono dall'epicentro.

Le onde prime si propagano ad una velocità variante tra i 5,5 e i 13,6 Km/s, sono le più veloci e sono le prime ad essere avvertite dai sismografi.
Le onde seconde si propagano ad una velocità variante tra i 3,5 e i 7,3 km/s. Ne consegue che pur partendo contemporaneamente alle prime, esse vengono registrate dai sismografi in un secondo tempo. La velocità delle onde varia a seconda della densità e dell'elasticità delle rocce che attraversano, e poiché la densità della Terra aumenta con la profondità, la velocità sarà maggiore nel mantello piuttosto che nella crosta. Proprio grazie alle onde P ed S e al loro comportamento i ricercatori sono riusciti ad individuare i vari settori in cui si divide l'interno della Terra.

Le onde prime sono dette di compressione o anche longitudinali, perché fanno vibrare le particelle dei materiali attraversati nella stessa direzione di propagazione dell'onda. Le particelle compiono cioè delle oscillazioni avanti e indietro. Le onde superficiali si distinguono a loro volta in onde Rayleigh (R) e in onde di Love (L) secondo la diversa dinamica di propagazione.
Le onde R si propagano come le onde in uno specchio d'acqua quando viene gettato un sasso, producendo sulle particelle rocciose colpite movimenti ellittici.

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