Le Piogge Acide

Germania, Olanda, Svizzera, Norvegia, si ritiene che metà delle foreste siano danneggiate. In Canada le piogge acide hanno avuto effetti nei boschi e nelle foreste. In Cina che è il paese con maggiore consumo di carbone, in alcune zone le conifere sono state colpite al 90% quindi, l'accumularsi di inquinanti acidi ha ormai degradato il terreno impoverendolo degli elementi necessari alla fotosintesi clorofilliana, e questi mutamenti chimici del terreno oltre a far morire l'albero rendono anche difficile il rimboschimento.
Secondo altre ipotesi il danno maggiore verrebbe causato dagl'inquinanti gassosi che penetrano nelle foglie attraverso i pori e dopo aver raggiunto le cellule ne scombinano l'attività.
Occorre precisare che esistono comunque ancora numerosi interrogativi sulla malattia che sta uccidendo le foreste infatti da un lato irregolare distribuzione geografica, quasi quasi a macchia di leopardo delle foreste danneggiate fa pensare che entrano in gioco anche i fattori come la composizione dei suoli, perché nei paesi dove i danni sono più gravi come la Germania, in passato si usava più carbone di oggi e quindi, i danni avrebbero dovuto verificarsi anche nel passato.
Ciò mostra che ci sono vari fattori che agiscono contemporaneamente.
I ghiacciai dell'Antartide sono come archivi della Terra, gli strati di neve che si sono accumulati nel corso di periodi lunghissimi come pagine di un libro hanno infatti raccolto testimonianze d'epoca che sono oggi disponibili per chi le vuole consultare.
Basta una trivella di carotaggio per estrarre neve di altre epoche all'interno della quale si possono trovare tracce d'atmosfera del passato intrappolate sottoforma di bollicine d'aria. Queste bollicine dell'aria in passato come in calendario atmosferico. Da queste analisi è stato possibile capire i cambiamenti avvenuti in particolare negli ultimi 100 anni nell'atmosfera terrestre.
Questi ed altri tipi di esami hanno permesso di stabilire che prima dell'inizio dell'era industriale l'atmosfera comprendeva solo 280 parti d'anidride carbonica per milione, oggi siamo saliti a 390. Questo graduale aumento è anche confermato da rilevamenti che vengono condotti nell'atmosfera.

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