La jungla o foresta monsonica è caratterizzata da clima temperato (con inverno secco), da una vegetazione spontanea, da piante con fusto alto (soprattutto il teak che raggiunge 50 metri d'altezza e 12 metri di circonferenza e il fico del caucciù che è anche chiamato ficus elastica) e da alberi di spezie (cannella, canfora, noce moscata e pepe)-oltre alla presenza del bambù e della canna da zucchero. La fauna è formata da tigri, elefanti, uccelli, bufali, rinoceronti e scimmie). Grazie al calore e all'umidità, la jungla è molto sfruttata per l'agricoltura (che ha favorito l'insediamento di indiani e cinesi) attraverso la tecnica del terrazzamento (che ha causato la scomparsa della foresta visto che sono stati tagliati anche molti alberi per l'eccessiva richiesta di legname a livello nazionale e l'uso eccessivo del terreno): vi si coltiva soprattutto il riso e inoltre è presente anche l'agricoltura di piantagione (soprattutto tè, tabacco, caffè, canna da zucchero, cotone, spezie e iuta). L'allevamento è scarso (sono presenti solo buoi e bufali utilizzati per la coltivazione del riso) perché non ci sono terreni per il pascolo. Tutto ciò ha favorito la crescita demografica visto che ci sono anche condizioni ottimali di lavoro (le piantagioni di riso) e di salute (anche se vi è un clima secco e un territorio molto coperto di alberi ed erbe).

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