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Il ruolo della pesca in Italia

La pesca non ha in Italia il ruolo importante che occupa invece in altri Paesi europei, come ad esempio la Norvegia, nonostante il territorio del Paese sia circondato dal mare. I motivi principali sono vari: prima di tutto la scarsa pescosità del Mar Mediterraneo: esso è infatti ricchissimo di specie marine, ma tutte queste specie sono poco abbondanti per numero di esemplari. Le attrezzature impiegate nella pesca, inoltre, non sono sufficientemente moderne, e molto spesso la pesca in Italia è ancora praticata in forme tradizionali; a questo si aggiunge lo scarso numero di porti pescherecci ben attrezzati ed efficienti.
Le imbarcazioni addette alla pesca sono circa 15.000 e, in generale, di piccole dimensioni e piuttosto antiquate. I porti realmente competitivi sono Chioggia e San Benedetto del Tronto sul Mare Adriatico, Livorno sul Mar Tirreno e Mazara del Vallo in Sicilia con la maggioranza degli addetti composta da immigrati, soprattutto Tunisini. Il Mare Adriatico si presenta più pesco del Mar Tirreno, pur essendo più ridotta la varietà delle specie presenti.

I principali prodotti ittici (dal greco ikthys=pesce) sono alici, sarde e sgombri, a cui fa seguito il tonno. I litorali sardo e ligure sono ricchi di molluschi, mentre in quelli siculi prevalgono i crostacei.
Gli Italiani, invece, sono sempre più interessati a consumare pesce a tavola; data la scarsa pescosità dei nostri mari e la ridotta produttività della pesca, oltre il 50% del pescato proviene dall'estero.

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